domenica 14 giugno 2009

"IN YOUR ABSENCE", current issue of DAYDREAMING MAGAZINE, is online!

DDNEWSLETTER | www.ddmagazine.it

Dove sono i luoghi della creazione nell’arte? Dove ci estraniamo quando vogliamo comporre? Dove sono e che aspetto hanno i nostri inferni, purgatori e paradisi? I nostri viaggi, che rotte tracciano? E verso quali destinazioni sognate ad occhi aperti ci conducono? Chi vogliamo andare ad incontrare?

E’ online DAYDREAMING MAGAZINE June09

“IN YOUR ABSENCE”

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/06jun/06jun.html


Al suo interno:

Guglielmo Manenti (Italy)
Con Bloomsday, una serie di illustrazioni tratte dall’”Ulisse” di James Joyce, Manenti ritorna a Trieste per una nuova collaborazione con DDProject. A lui, e alla sua traduzione in immagini di frammenti di stream of consciousness, il magazine dedica copertina e apertura.

Tim Lowly (U.S.A)
Pittore, fotografo, curatore e insegnante, Tim Lowly con “What we know in part” ci presenta una galleria di immagini pregne di straordinaria capacità evocativa, trattenuta a stento dall’apparente sobrietà delle sue composizioni che attingono direttamente alla ricerca di un senso e di un significato dell’esistenza.

Chris Rain (Italy)
Simboli di costellazioni private si intersecano a squarci di infinito. Micro e macrocosmo si fondono poeticamente sotto il segno della caducità e dell’inconsapevole, silenzioso, scorrere del tempo. Le fotografie analogiche di Rain, manipolate in camera oscura come in un antro alchemico parlano dell’esistenza come fuga dal silenzio, verso altri silenzi

Javier S. Sanudo/Frodo47 (Mexico)
E’ istintuale, umorale. Narra di morte, distruzione ed autodistruzione… e tuttavia è estremamente viva e potente la sintesi artistica di sensualità e violenza, orrore e fascino nelle immagini di Sanudo. Ma ancor meglio si esprime l’artista riguardo a sé stesso:

“Il miglior modo di descrivere la mia fotografia è semplice: trovare la bellezza nell’oscurità”.

Davide Garbuggio (Italy)
Le sue figure prendono le distanze dall’accademismo pittorico, che rimanda ad un passato onnipresente, e ciò accade quasi in punta di piedi, portando avanti una sottile e quanto mai accurata analisi di gesto ed espressione, messaggeri di un sentire più moderno e comunicativo.

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