giovedì 30 luglio 2009

lettera condivisione Kosic sugli ambulatori per immigranti non regolari con richieste

Comunicato stampa

E' stata appena inoltrata una lettera all'Assessore regionale V. Kosic (che alleghiamo in calce in grossetto e grigio) di condivisione della posizione assunta in Consiglio Regionale, ieri, circa la necessità e validità dell'apertura dei servizi sanitari per gli immigrati anche non regolari (nei casi e modalità previste dalla normativa ancora in vigore) con richiesta di emanazione, come altre Regioni hanno già fatto, di successive note esplicative alle ASL e al personale sanitario, nonchè di incontro.

Nel merito si registra come le posizioni espresse dal Consigliere della Lega Nord Narduzzi siano del tutto strumentali sapendo egli benissimo che le norme appena promulgate nel cosidetto "pacchetto sicurezza" (ed in particolare il "famoso" reato di clandestinità) prevedono espressamente due eccezioni: la scuola dell'obbligo e appunto la sanità, restando pienamente validi principi, criteri e modalità previste dall'art. 35 del Testo Unico sull'immigrazione e dai Regolamenti attuativi.

Walter Citti, Annalisa Comuzzi, don Pierluigi Di Piazza, Annalisa Meiorin, Michele Negro e Guglielmo Pitzalis
RETE DIRITTI DI CITTADINANZA FVG -c/o Centro di Accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano/Pozzuolo (Ud)

FW: [retedirittifvg] lettera condivisione Kosic sugli ambulatori per immigranti non regolari con richiestemandi a ducj


Signor Assessore regionale alla salute e protezione sociale

Vladimir Kosic

TRIESTE

Oggetto: ambulatori sanitari per immigrati con tessere STP

Dopo aver letto l’Ansa di mercoledì 29 luglio 2009, ore 12.30, circa la sua corretta risposta all’interrogazione del Consigliere regionale Narduzzi sul tema degli ambulatori aperti da anni in diverse province, le scriviamo, preoccupati, come “Rete Diritti di Cittadinanza FVG”, una libera associazione, nata nel settembre 2008 dopo le prime iniziative contro l’abrogazione della LR 5/2005, composta di donne e uomini esponenti di associazioni, operatori dei servizi, persone impegnate nel sociale, migranti, che promuove e difende uguali diritti e opportunità per tutte e tutti (La Rete per i diritti di cittadinanza del FVG si riunisce ed ha sede presso il Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano/Pozzuolo-UD).

Ci preme, anzitutto, rilevare, in accordo con il suo intervento, come, sebbene la legge n. 94/2009 preveda l’introduzione del reato d’ingresso e soggiorno illegale dello straniero, il conseguente obbligo di denuncia dello straniero irregolare da parte del pubblico ufficiale (art. 361 c.p.) non si estenda agli operatori sanitari o a quelli amministrativi legati all’espletamento delle pratiche e procedure concernenti la realizzazione del diritto all’assistenza sanitaria per gli stranieri non iscritti allo SSN. In base al testo della legge n. 94/2009, infatti, permane in ogni caso il divieto di segnalazione degli stranieri irregolari che accedono alle strutture sanitarie così come permane l’obbligo da parte delle istituzioni sanitarie locali e regionali di assicurare l’accesso alle strutture sanitarie da parte dei cittadini stranieri non in regola con le norme sul soggiorno, anche attraverso l’utilizzo di appositi ambulatori dedicati, come previsto dal DPR che regolamenta l’applicazione dell’art. 35 del T.U. sull’immigrazione, rimasto inalterato.[1]

A sostegno e conferma della bontà di tali argomentazioni, la Rete rileva come già alcune Regioni italiane (Toscana e Piemonte), abbiano emanato apposite circolari, che qui si allegano, con le quali gli operatori sanitari delle Aziende sanitarie territorialmente competenti vengono invitati a continuare a prestare le attività sanitarie di assistenza e cura a favore dei cittadini immigrati irregolari in ossequio ai principi costituzionali del diritto fondamentale alla salute e nel rispetto degli obblighi deontologici, rilevando la piena compatibilità di tali attività e strutture preposte alle cure sanitarie degli immigrati irregolari con il quadro normativo della legge n. 94/2009.

Non possiamo adesso, soprattutto dopo aver letto la citata nota Ansa ed in particolare l’asserita intenzione del Consigliere Narduzzi di esercitare ogni pressione verso la Giunta regionale affinché adotti la sua personale e ideologica volontà di chiusura dei dovuti ed opportuni servizi sanitari verso gli Stranieri Temporaneamente Presenti, non invitarla ( se non lo avesse già fatto), nella sua veste di Assessore alla Salute della Regione F.V.G., ad emanare analoga circolare applicativa della legge non cedendo a pressioni e prese di posizioni politiche che non hanno alcun fondamento normativo, ma, al contrario, promuovendo la cancellazione di servizi e prestazioni previste e garantite dalla legge, potrebbero costituire atti e comportamenti di istigazione alla discriminazione proibiti ai sensi della legge n. 205/1993.

Al di là delle considerazioni di carattere squisitamente giuridico, la Rete rileva l’inopportunità dell’eliminazione degli ambulatori pubblici per gli stranieri in condizioni di irregolarità, non solo in relazione alle specifiche esigenze di adeguata ed effettiva tutela del diritto alla salute dei medesimi quale diritto umano fondamentale, ma anche alle esigenze dell’intera collettività locale e regionale per una corretta ed efficiente organizzazione dei servizi sanitari. L’eventuale chiusura degli ambulatori specificatamente rivolti agli stranieri irregolari determinerebbe, infatti, un ricorso non appropriato da parte di questi ultimi alle strutture del pronto soccorso, con conseguenti disagi per tutta la popolazione per il sovraccarico delle strutture medesime, e accentuerebbe i rischi di ritardi diagnostici, aggravando i costi sanitari e il pericolo di una maggiore diffusione di malattie infettive, come evidenziato da tutti gli esperti del settore.

Augurandoci di trovarla d’accordo confidiamo dunque nella conferma dell’orientamento espresso in aula durante la seduta del Consiglio Regionale in data 28 luglio per cui “l’organizzazione del servizio assistenziale regionale deve assicurare capillarmente e costantemente le prestazioni sanitarie ambulatorie e ospedaliere urgenti e essenziali agli stranieri presenti sul territorio”.

Siamo certi dunque di un Suo intervento in tal senso (che, riteniamo, troverà ampio consenso anche presso tante altre Amministrazioni pubbliche compresi diversi Sindaci della regione) e dichiariamo anche la nostra disponibilità a incontrarla personalmente.

Cordialità.

Michele Negro a nome e per conto di Rete Diritti di Cittadinanza FVG

c/o Centro E. Balducci Piazza della Chiesa 1-33050 Zugliano Pozzuolo del Friuli (Ud)



[1] A tale riguardo, per maggiori approfondimenti, si allega il documento predisposto da Medici senza frontiere, ASGI, Società Italiana delle Migrazioni e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale: Il divieto di segnalazione dello straniero in condizioni di irregolarità di soggiorno che accede ai servizi sanitari alla luce delle nuove disposizioni del cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Analisi giuridica.

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