venerdì 13 marzo 2009

TARCENTO “REPUBBLICA DELLE ARTI”: DALLA TRADIZIONE AL FUTURO.

Venerdì 13 marzo, in Villa Moretti a Tarcento, si conclude la mostra Una Comunità per l’Arte, artisti tarcentini del Novecento, con un incontro in cui sarà presentato e messo a disposizione il Catalogo/Inventario delle opere.

Non è usuale che il catalogo di una mostra venga presentato per la sua chiusura e non all’inaugurazione. Ma nemmeno le ragioni e le finalità della mostra organizzata dalla Comunità montana del Torre, Natisone e Collio sono usuali. Non si è trattato, infatti, di un evento chiuso in se stesso, ma del primo passo di un progetto da sviluppare in una dimensione permanente.

La Comunità montana, da sempre attenta al patrimonio artistico del territorio, ha presentato per la prima volta al pubblico una sua collezione di opere, acquisite dal Mulin Vieri, il noto ristorante tarcentino di Piero Andreani.

Un progetto non effimero, dunque, ma volto ad assicurare riconoscimento e conseguente conservazione e valorizzazione pubblica ad un patrimonio culturale di autori e opere, che ha profondamente caratterizzato la vita artistica del Friuli e fatto di Tarcento un punto di riferimento per molta parte dell’arte figurativa del Novecento.

L’acquisizione della Comunità montana, sostenuta da un finanziamento regionale, riguarda complessivamente 50 opere di tre artisti, Ceschia, Lucatello e Cragnolini, esposte nei prestigiosi spazi di Villa Moretti, in un allestimento di grande limpidezza, che mette in rilievo il peso e la forza della nuova collezione pubblica.

La presentazione del catalogo vuole essere un momento di dialogo per riflettere insieme sulla possibilità e l’opportunità di un progetto di raccolta permanente tesa a non disperdere un patrimonio di alto valore culturale e sociale (ed economico) e a mantenerne viva la fruizione e la memoria. Sia ai fini del consolidamento dell’identità di una comunità che dall’arte figurativa è stata attraversata e fecondata in profondità, molto più di quanto possa apparire; sia per contribuire a mantenere vivo, sulla traccia di una tradizione significativa, un clima di ricerca e produzione artistica che, ancora oggi, si alimenta della creatività di artisti di diversa generazione e di diverso orientamento.

Questo primo importante nucleo di opere fa bene sperare per la realizzazione di una raccolta permanente da arricchire e completare; sopratutto da strutturare in modo da costituire non una cristallizzazione museale, ma di nuovo e ancora, come intorno alla metà del Novecento, uno spazio “aperto” di incontro, riflessione e ricerca, che continui la tradizione e la vitalità della tarcentina “repubblica delle arti”.

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