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venerdì 28 agosto 2009

Mostra fotografica di Aldo Faoro "E' UNA DIVERSA PROSPETTIVA"

E' UNA DIVERSA PROSPETTIVA

Immagini raccolte nel nostro territorio, che ritraggono sassi e pietre ripresi in contesti diversi per forma e utilizzo: da quelle lavorate e usate nei selciati delle piazze alle distese pietrose dei torrenti e dei ghiaioni di montagna ed altro ancora.
L'elemento che caratterizza il portfolio è l'inconsueto punto di ripresa che rasenta il terreno, a simulare la visione di chi vede il mondo dal basso:
il punto di vista del topo.
Gli spazi si dilatano, gli elementi periferici dell'immagine, pur rimanendo importanti per mantenere contatto con il conteso, sono sfocati e perdono valore a scapito di ciò che normalmente non si nota.
Gli elementi vicini, così vicini da richiedere quasi uno sforzo per essere visti, diventano il baricentro della composizione e nel loro ripetersi diventano un pattern che ci accompagna al fondo dell'immagine, a riconoscere il luogo.
Le immagini sono inusuali ma è solo questione di punto di vista,
è una diversa prospettiva

Aldo Faoro

Dal 29 agosto 2009 presso il Circolo Operaio a Frisanco in via Roma 16
(ingresso riservato ai soci dell'Associazione Culturale PropitQmò)

Aldo Faoro
Nato in Svizzera nel 1956 da genitori italiani, risiede a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone.
Da molti anni lavora in una azienda che opera nell’ambito della fotografia.
Affascinato dalle immagini di Koichiro Kurita, lavora quasi esclusivamente in bianco e nero che sviluppa e stampa da sé.
Nel 2002 frequenta uno stage di stampa fine-art tenuto presso il CRAF di Spilimbergo dal fotografo Roberto Salbitani.
Attualmente partecipa alle attività del circolo fotografico “L’Immagine” di Maniago.

mercoledì 8 luglio 2009

INCREDIBILE INDIA! foto Pierpaolo Mittica / 11 Luglio 2009 - DOCUMENT NOW 2009

Galleria OpenSpace Le Monelle
DOCUMENT NOW 2009

www.lemonelle.biz/documentnow

presenta

INCREDIBILE INDIA!
foto di Pierpaolo Mittica

11 Luglio 2009 - 30 Settembre 2009

Inaugurazione sabato 11 Luglio 2009 ore 18.39
Galleria OpenSpace Le Monelle
Palazzo "Di Piazza-Crapiz"
Via XXVIII Aprile, 5
Gemona del Friuli - UDINE


“Incredible India!” è il motto dell’ente del turismo indiano per promuovere le meraviglie storiche e culturali di questo enorme paese. Di incredibile l’India non ha solo la storia, i monumenti e la cultura, ma anche altri aspetti che fanno di questa terra uno dei luoghi più contrastanti al mondo e più complicati da comprendere.
La mostra, terzo appuntamento espositivo del progetto “Document Now 2009”, intitolata “Incredibile India!” del fotografo Pierpaolo Mittica si inaugura sabato 11 Luglio 2009 alle ore 18.30 presso la Galleria OpenSpace Le Monelle di Gemona del Friuli (UD). La mostra reportage rimarrà aperta sino al 30 Settembre 2009.

INCREDIBILE INDIA! DI PIERPAOLO MITTICAL’india, nella visione più semplificata, parziale e ottimista che viene trasmessa dai più importanti mass media, è uno dei paesi con il maggior sviluppo attuale, con un prodotto interno lordo in crescita del 7% annuo, e che fa concorrenza al gigante Cina. È la terra della tecnologia, con il settore informatico e della ricerca più all’avanguardia. È il compartimento della grande industria con colossi tra i più importanti a livello mondiale. È la più grande democrazia al mondo, con un miliardo e centomila persone, dove convivono popoli e culture diverse, con 23 lingue ufficiali. È la terra della spiritualità, luogo di incontro di tutte le religioni e di molte filosofie e pratiche orientali, che attraggono milioni di studiosi o semplici curiosi ogni anno. È la nuova rinascita culturale con artisti di fama internazionale, dalla più alta cultura di nicchia fino agli sfarzi di Bollywood, la grande cinematografia indiana commerciale che produce centinaia di film all’anno.Ma per tutti, turisti e non turisti, quello che colpisce immediatamente all’arrivo in India è soprattutto la devastante povertà che attanaglia la maggior parte della popolazione. La prima volta che sono arrivato, nel 2002, sono atterrato a Bombay, oggi Mumbai, la capitale economica e finanziaria dello stato indiano. Mumbai è una città con una popolazione stimata di 16 milioni di abitanti ma con una struttura urbanistica fatta per accoglierne solo 3 milioni. Percorrendo la strada che divide l’aeroporto dal centro della città, si passa attraverso uno scenario da film catastrofico che si estende all’infinito, fatto di distese di catapecchie ingrigite dai monsoni e dalla sofferenza della vita. Sono gli slums che vestono tutta la città, centro compreso, con un abito di miseria e degrado oltre ogni limite umano. Sono le “orribili” bidonville, luogo dove la tua coscienza si scontra tra il nostro mondo occidentale, fatto di paglia dorata, e quello che i tuoi occhi vedono, determinando profonde fratture nell’anima, se sei possessore di un’anima. È la tua vergogna di essere così fortunato in mezzo a tanta miseria che ti sveglia, e ti fa chiedere come è possibile che una terra così ricca di risorse naturali e umane, la terra dello sviluppo tecnologico e dell’informatica, della bomba atomica, dei colossi industriali, la culla delle religioni, delle filosofie orientali e della lotta civile pacifica, possa tollerare, accettare e perpetrare un degrado del genere per la sua popolazione. Oggi 400 milioni di indiani sopravvivono con meno di due euro al giorno. Nelle città il 70% delle persone vive nelle fatiscenti bidonville o per strada, mentre nelle campagne la loro sopravvivenza è legata all’arrivo di un “buon monsone” che sempre più spesso, a causa dei cambiamenti climatici globali, non arriva. Questa massa di persone, che vive nelle zone rurali più povere, quando è ridotta alla fame, migra verso le grandi città in cerca di una speranza, abbagliata dalla vita irreale mostrata dai film di Bollywood, e va sempre di più ad ingrassare il ventre degli slums. La cinematografia indiana di Bollywood racconta, nella maggior parte dei film, le ricchezze di una vita meravigliosa tra lusso estremo e magia, che a solo il 5% della popolazione indiana è permesso di accedere: quella classe dirigente o della grande industria indiana che detiene il 90% delle ricchezze dell’India. Questa élite di ricchi vive all’interno della propria bolla d’oro immersa nel fetore della miseria della maggior parte della loro popolazione, quella popolazione che sfruttano fino alla morte, grazie alla commistione radicata con la classe dirigente dello stato, tra le più corrotte al mondo, per poter accumulare fortune economiche spropositate. Ed è entrando negli slums, quando ti trovi in mezzo alle lamiere e alle fogne a cielo aperto, trasportato in vicoli strettissimi e soffocanti da una calca di gente indaffarata nella propria sopravvivenza quotidiana, quando un bambino di quattro anni che cammina da solo, si aggrappa ai tuoi pantaloni in mezzo a centinaia di piedi che corrono tutto intorno, non per chiederti aiuto ma solo per potersi fare strada tra la folla e avanzare verso una meta che non conosce neanche lui, quando un qualsiasi oggetto che tu hai addosso per loro potrebbe essere tranquillamente un anno di benessere economico, e nessuno ti tocca se non per darti la mano, per il piacere di parlare con un’altra esperienza di vita e per offrirti un the, quando tutti ti salutano e ti sorridono è lì che comprendi il senso dell’India, della sua gente, il perché della loro grande umanità, della tolleranza, della comprensione, ma anche della miseria, dello sfruttamento e delle ingiustizie sociali. È lì che comprendi che il fetore dell’umanità non si sente negli slums, ma solo all’interno delle “bolle d’oro”. Da quel primo viaggio in India, e dentro la mia coscienza, sono ritornato più volte in mezzo ai derelitti della terra. È la sete della tua anima che ti spinge in mezzo a loro, è la voglia di aiutare chi, senza chiederti niente, ti aiuta a crescere e comprendere un mondo e una vita sempre più incomprensibili; è la necessità di raccontare l’incredibile umanità che ho avuto la fortuna di incontrare tra la polvere degli slums.


BIOGRAFIA PIERPAOLO MITTICA Pierpaolo Mittica, fotoreporter freelance, è nato a Pordenone il 6 agosto del 1971. Risiede a Spilimbergo. Nel 1990 consegue il diploma in conservazione, tecnica e storia della fotografia indetto dal CRAF. Segue i corsi di storia della fotografia di Italo Zannier, tecniche di ripresa con Gabriele Basilico, Paolo Gioli, Olivo Barbieri, il corso di stampa in bianco e nero con Roberto Salbitani. Dal 1995 Studia storia della fotografia, tecniche di stampa, di ripresa e composizione fotografica, studio del soggetto e preparazione di un reportage con Giuliano Borghesan, Charles-Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, allievo di Lewis Hine e Paul Strand, suo padre spirituale della fotografia e grande amico. Ha realizzato reportage sociali in Cina, Vietnam, Cuba, Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Serbia, Bielorussia, Ucraina, India. Dal 1997 al 1999 realizza un reportage sui Balcani con la pubblicazione di un libro dal titolo “Balcani, dalla Bosnia al Kosovo” (Interattiva), con presentazione di Charles – Henri Favrod e introduzione di Predrag Matvejevic. Dal 2002 al 2007 si reca più volte in Bielorussia e Ucraina per realizzare un progetto sull’eredità lasciata da Chernobyl. Da questo lavoro, nel 2006, viene pubblicato in Spagna (Ellago Ediciones), un libro intitolato “Chernobyl la herencia oculta”, e nel 2007, in Inghilterra (Trolley LTD), con il titolo “Chernobyl the hidden legacy”, con la prefazione di Naomi Rosenblum e testi di Rosalie Bertell e Wladimir Tchertkoff. La mostra “Chernobyl l’eredità nascosta” è stata scelta nel 2006 dal Chernobyl National Museum di Kiev in Ucraina come mostra ufficiale per le celebrazioni del ventennale del disastro di Chernobyl. Dal 2002 al 2008 ha viaggiato regolarmente in India per realizzare progetti fotografici su diversi aspetti. Nel 2006 riceve il premio Friuli Venezia Giulia Fotografia. Dal 2007 le sue foto sono distribuite a livello internazionale dalla Trolley di Londra.
Libri:“Balcani, dalla Bosnia al Kosovo”, Interattiva, Italia 2000“Chernobyl la herencia oculta”, Ellago ediciones, Spagna 2006“Chernobyl the hidden legacy”, Trolley LTD, Gran Bretagna 2007
Mostre recenti:
Ucraina, Kiev, Chernobyl National Museum, aprile 2006 Svizzera, Nyon, Galerie focale, giugno 2006Italia, Cesano Maderno (MI), foto&photo festival settembre 2006Inghilterra, Londra, Maverick Showroom and Trolley Gallery aprile 2007Italia, Udine, Cinema Visionario, giugno 2007Francia, Montpellier, Photo-Visions ottobre 2007Italia, Roma, Festival Internazionale di Fotografia, Galleria ST, Aprile 2008Stati Uniti, Boston, Cambridge Multi-Cultural Arts Center, maggio 2008Italia, Pordenone, Spilimbergo Fotografia, Palazzo della Provincia luglio 2008Stati Uniti, New York, Abrons Center for the Arts, settembre 2008Italia, Spilimbergo, “India la grande madre” novembre 2008Italia, Pordenone, Galleria Sagittaria marzo 2009

Sue fotografie sono presenti in vari musei e collezioni tra i quali:Collezione Auer, Hermance (Svizzera)Collezione Favrod, Saint Prex (Svizzera)Collezione Rosenblum, New York (USA)Museo Fratelli Alinari, Firenze (Italia)Chernobyl National Museum, Kiev (Ucraina)J. Paul Getty Museum, Los Angeles (USA)

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Main partners:
ABSOLUTE Società di Servizi www.absoluteservizi.com
BANCA DI CIVIDALE www.civibank.it

Partners tecnici:
EffeMag www.effe-mag.net
LAST.FM www.lastfm.it

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LE MONELLE
SALONE ACCONCIATORI e GALLERIA OPENSPACE

PALAZZO "DI PIAZZA - CRAPIZ"
VIA XXVIII APRILE 5
GEMONA DEL FRIULI, UDINE - ITALIA
tel. +39 0432 957902 fax +39 0432 957902
www.lemonelle.biz - info@lemonelle.biz

martedì 30 giugno 2009

Le Mostre di Spilimbergo Fotografia 2009

  • Il Ritratto in fotografia nell’800 e 900 dagli Archivi del CRAF – Palazzo di Sopra, Spilimbergo, a cura di Walter Liva, 4 luglio – 30 agosto 2009

Per definizione, il ritratto è una rappresentazione (pittorica, fotografica o letteraria) che raffigura uno o più soggetti generalmente isolati dallo sfondo o dal contesto generale in cui compaiono.

Si ricorda, nel decennio antecedente l’invenzione della fotografia, la moda del cammeo dipinto con piccoli ritratti e, successivamente, con l’introduzione del dagherrotipo (che rimase sul mercato sino agli anni 1850) la tendenza di moltissimi pittori miniaturisti a riconvertirsi alla fotografia, spesso impiegati presso gli studi dei fotografi a dipingere a mano i dagherrotipi.

Solo l’invenzione di Eugene Disderi della carte de visite riuscì ad amplificare in modo esponenziale la realizzazione del ritratto: dai Re ai normali cittadini, la carte de visite si diffuse a macchia d’olio.

La fotografia del Novecento si avviò poi al superamento del pictorialism mettendo in luce le diverse modalità espressive del ritratto in fotografia, da quelli borghesi di Edward Steichen e di Alfred Stieglitz a quelli dedicati alle popolazioni dei nativi americani di John Alvin Anderson, dei tuaregh fotografati a Parigi da Albert Hartigue ai ritratti degli emigranti in arrivo a Ellis Island di Lewis Hine, infine quelli realizzati da un giovanissimo André Kertesz ai commilitoni a Gorizia, all’alba della Prima Guerra Mondiale, molto simili alle fortunate cartoline postali tramite cui i soldati inviavano dal fronte un ritratto alle famiglie.

Non manca certo, nel dispiegarsi della mostra, l'America della Grande Crisi e della Farm Security Administration fotografata con intensa partecipazione da Dorothea Lange, Arthur Rothstein, Russell Lee e Photoleague con Walter Rosenblum, quindi il fotogiornalismo che, dalla Seconda Guerra Mondiale fino alla fine degli anni ’60 ne ha riproposto la centralità mediatica (George Rodger, Henri Cartier Bresson, John Phillips, Burt Glinn, James Whitmore, Cornell Capa, Jeanloup Sieff, Frank Horvath, Romano Cagnon, etc).

Parallelamente, il ritratto in studio (in posa), ambientato (nel quale cioè la “cornice”, il contorno è essenziale) o “in esterno” (con una nuova interazione tra uomo e ambiente) ha mantenuto il suo tradizionale legame dialettico con la pittura, fatto di confronto sul concetto di bellezza, sulla rappresentazione dell’identità psicologica della persona fotografata.

Da Paolo Gasparini (suoi i ritratti di Paul Strand e di Che Guevara) a Robert Frank, Inge Morath, Martin Parr, Mario Giacomelli, Luigi Crocenzi, Mario Cresci, Roberto Salbitani, Guido Guidi fino a Paolo Gioli, Nicola Radosevic, Newsha Tavakolian, Rena Effendi sino ai lavori in digitale delle ultime generazioni, si compone senza pretendere alcuna esaustività, un racconto per immagini del XX secolo.

  • Futurismo e Fotografia – Museo di Storia della Fotografia F.lli Alinari, Firenze, 17 settembre – 15 novembre; Sala espositiva della provincia, Pordenone, 5 dicembre – 28 febbraio 2010, a cura di Giovanni Lista


Il movimento futurista, fondato da Filippo Tommaso Marinetti, intendeva proporsi quale sistema ideologicamente rivoluzionario, in grado di sconfinare dalla pittura e letteratura per abbracciare un concetto universale dell’arte.

Il 20 febbraio 1909, su Le Figaro, Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifeste du Futurisme, rilanciato in Italia dal Manifesto dei pittori futuristi nel febbraio 1910 e, nel successivo mese di aprile, dal Manifesto Tecnico della pittura futurista sottoscritto da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini, Luigi Russolo. Per i futuristi, occorreva abolire, nell’immagine, la prospettiva tradizionale a favore di un moltiplicarsi di punti di vista che fossero in grado di esprimere l’interazione dinamica con lo spazio circostante: …”la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità…Così annunciava il primo Manifesto. E’ il decreto di morte d’ogni passata mitologia, in favore della mitologia nuova; la macchina, idolo lucente, rombante, utilitario…Lo stile deve diventare rapido, scattante, turbinante co

me la vita moderna nel suo incessante esplodere e pulsare; quindi… il dinamismo plastico…”.

In quegli stessi anni, Anton Giulio Bragaglia realizzò le sue prime “fotodinamiche” che diedero il via al rapporto, inizialmente controverso, tra futurismo e fotografia. È poi degli anni ’20 l’introduzione del “foto collage” e del 1930 il Manifesto della Fotografia Futurista di Marinetti e Tato.

La mostra verrà realizzata d’intesa con la Fondazione Alinari di Firenze e sarà curata da Giovanni Lista, per un totale di 130 opere esposte.

La rassegna riscopre le possibilità espressive sperimentate dal futurismo in fotografia (dalla ritrattistica, al fotomontaggio, fotocollaggio, manipolazione iconografica, ricerca iconica, foto-performance), evidenziandone le potenzialità anche a livello di propaganda sociologica e ideologica, infine quale strumento indispensabile a immortalare l’ufficialità del movimento, le occasioni sociali o i riti che corroboravano la complicità del gruppo.

Nell’esperienza dei futuristi in ambito fotografico si ritrovano tutti i principi applicati all’arte: antipassatismo, sperimentazione

formale e estetica, volontà di catturare dinamismo e vitalismo del mondo contemporaneo.

La mostra tratterà anche le immagini di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista che investiva coscientemente la fotografia proprio in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo.

Le fotografie proverranno da collezioni private e da istituzioni pubbliche quali l’Alinari, il Museo del Cinema e della Fotografia di Torino, il MART di Trento e Rovereto.


  • L’era dell’Ottimismo. Propaganda e Arte nella Fotografia in Russia negli anni 1920 – 1930 – Chiesa di San Lorenzo,San Vito al Tagliamento, 3 luglio – 4 ottobre 2009, a cura di Andrey Baskakov, Direttore Soyuz Mosca e con collaborazione con il Museo Casa della Fotografia di Mosca (direttrice Olga Sviblova)


È stato, questo, un periodo drammatico a causa del conflitto tra la tradizionale arte fotografica russa e la nuova fotografia documentaria sovietica.

I fotografi pittorialisti vennero accusati di ideologie borghesi, “individui idealisti” e prerivoluzionari, spesso perseguitati e repressi fisicamente.

La collezione Soyuz comprende i lavori originali dei maestri della fotografia pittorialista russa, tra i quali Sergey Lobovikov, Miron Sherling, Nikolay Andreev, Aleksandr Grinberg, Yacov Ellengorn, Yuri Eremine, Sergey Alliluev – Ivanov, Petr Klepikov, Moisey Nappelbaum, Sergey Savrasov, Nikolay Svishchov – Paola, Vasily Ulitin.

Anche la fotografia documentaria o di reportage, che si dibatte tra lo stile propagandistico di quel periodo e la ricerca di un linguaggio artistico innovativo, risulta interessante.

Tra i fotografi più rappresentativi, Aleksandr Dorn, Boris Kudoyarov, Georgy Petrusov, Dubrovin, Semen Fridlyand, Ale

xander Rodchenko, Boris Ignatovich, Arkady Shaikhet, Ivan Shagin, Michael Prekhner, Maks Alpert, Sergey Strunnikov, Mark Markov Grinberg, Anatoly Egorov, Ivan Shagin, Evgeniy Khaldey, Emmanuil Evzerikhin.


  • La Fotografia del Novecento in Friuli Venezia Giulia – Museo Etnografico, Lubiana, 2 giugno 14 settembre, Capodistria, Udine a cura di Gianfranco Ellero e Walter Liva

La Prima Guerra Mondiale, che vide il fronte proprio in Friuli e nella Venezia Giulia, segnò cronologicamente il trapasso del pittorialismo, che, tra gli altri, trovò espressione in Arturo Floek (nel 1900 ritrasse Francesco Giuseppe in visita proprio a Gorizia), Ernesto Battigelli, Pietro Modotti, zio della più nota Tina Modotti (presso il quale lavorò Silvio Maria Buratti) e Giacomo Bront.

Anche Carlo Wulz, continuando a Trieste l’attività nell’atelier del padre, realizzò ritratti in studio di taglio pittorialista, assieme a paesaggi e riprese relative ad avvenimenti sociali, proprio mentre si diffondevano gli studi in tutte le cittadine della regione.

Dopo la parentesi della Prima Guerra Mondiale (di cui fu testimone anche il giovane André Kertesz), la fotografia in Friuli Venezia Giulia iniziò con Ugo Pellis un’esperienza di dialettica tra l’immagine e la lingua sulla base delle tesi di Carl Jaberg e Jacob Jud modellate sui principi dell’ “Atlas Linguistique de la France”. Contestualmente si sviluppò un’idea cartolinesca della fotografia con l’interpretazione bucolica del paesaggio e delle scene di vita paesane, in particolare della montagna, con Umberto Antonelli e Attilio Brisighelli.

Nelle

opere di Enrico del Torso troviamo rappresentate le ultime famiglie della nobiltà agricola friulana mentre Francesco Krivec, originario di Tolmino, divenne il più grande ritrattista del secolo in Friuli, il cui nome figura tra i pionieri del colore in fotografia.

Nel secondo dopoguerra, accanto ad una ripresa delle arti e della cultura più ampia (basterebbe citare solamente Pier Paolo Pasolini) la fotografia vide nascere a Spilimbergo, nel 1955, il “Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia”, unico in Italia a dotarsi di un Manifesto programmatico ispirato al neorealismo.

Italo Zannier, Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame, Carlo Bevilacqua, Toni del Tin, Fulvio Roiter Giuseppe Bruno, furono i protagonisti di quella che possiamo definire un’esperienza fondamentale per la fotografia italiana.

Apparvero anche, dagli anni ’50, altri fotografi di valore, come Tin Piernu, che documentò la vita delle minoranze slovene nel

le valli del Natisone, il triestino Tullio Stravisi, il Goriziano Paolo Gasparini (che nel 1954 venne premiato a Spilimbergo dalla “Giuria popolare”, divenendo poi tra i più importanti fotografi del Centro – Sudamerica), il pordenonese Pierluigi Praturlon, il fotografo della Dolce Vita, infine Elio Ciol, la cui fama nella fotografia di paesaggio ha travalicato ben presto i confini.

Nel decennio successivo, Edoardo Nogaro in Carnia e Riccardo Toffoletti nelle Valli del Natisone sono stati considerati tra le più significative epigoni della fotografia neorealista, la cui estetica appare visibilmente ispirata allo stile introdotto dal Gruppo Friulano.

I fotogiornalisti Mario Magajna, Aldo Missinato e Claudio Erné, ma anche Riccardo Viola, hanno documentato eventi quali il disastro del Vajont o l’inondazione di Pordenone del 1966, i funerali di Pasolini del 1975 e il terremoto del 1976 (interpretato fotograficamente anche dall’artista Bruno Lorini). Di Massimo Cetin e Davorin Krizmančič sono i reportages relativi rispettivamente all’arrivo dei profughi dalla Bosnia a Muggia e dei giorni dell’indipendenza della Slovenija.

Gianluigi Colin, anche art director del Corriere della Sera, ha introdotto nuove semiotiche nella fotografia e Ulderica Da Pozzo ha collaborato con riviste nazionali di viaggi e turismo.

Si attribuisce un ruolo significativo, dalla spiccata vocazione aggregativa, ai Circoli fotografici, in particolare negli anni ’60, ’70 e ’80, rappresentati da Tullio Stravisi, Adriano Perini, Enzo Gomba e Giandomenico Vendramin.

Dagli anni ’80, an

alogamente al resto d’Italia, anche nel F.V.G. la fotografia perdeva i connotati di documento per assumere progressivamente le caratteristiche di un’opera d’arte: sono quindi apparsi sulla scena “artisti – fotografi” come Piccolo Sillani, Albano Guatti, Pier Mario Ciani, Stefano Tubaro, Maurizio Frullani, Roberto Kusterle, Walter Criscuoli, Sergio Scabar, Mauro Paviotti, Attilio Marchetto, Catia Drigo, Massimo Crivellari, Guido Cecere e poi giovani che oramai, anche attraverso l’uso del digitale, sono parte attiva nei contemporanei processi di estensione linguistica della fotografia e della sua globalizzazione come Andrea Pertoldeo, Massimo Crivellari, Luca Laureati, Carlo Andreasi, Alberto Cadin, Max Rommel, Francesca Dotta, Marco Citron,Debora Vrizzi, Isabella e Tiziana Pers.


  • Bruno Bruni, Centro Pasolini, Casarsa della Delizia, 12 luglio – 30 agosto, a cura di Manfredo Manfroi e Fabio Amodeo,


Bruno Bruni (Santa Lucia di Tolmino,1929 – Campalto di Mestre, 1997) collaborò con il Circolo la Gondola di Venezia e prima, insieme a Nico Naldini, fu tra i più giovani fondatori dell’ “Academiute di lenghe furlane” , costituita da Pasolini nel 1945 sui fondamenti della precedente "scuoletta" di Versuta. Sin dal 1944 Bruni concorse alla fondazione e alla gestione letteraria della rivista Stroligut. Partecipò a quelle esperienze con grande entusiasmo, di cui tra l'altro diede atto nel suo poema, inserito nel volume Il ragazzo e la civetta, Il timp di un fantàt (Il tempo di un ragazzo). Dopo la guerra e le esperienze casarsesi, Bruno Bruni si trasferì a Venezia. Fu maestro elementare a Mestre e Marghera, poi insegnò all’Istituto Magistrale. Si dedicò quindi alla fotografia, ottenendo diversi riconoscimenti in Italia e all'estero (nel 1956 da Popular Photography, nel 1956 nominato segretario della Gondola).

La mostra verrà realizzata in collaborazione con La Gondola di Venezia e il Centro Pasolini di Casarsa. Nell’occasione saranno presentati dei filmati dell’Archivio de La Gondola.


  • Cesare Colombo, Lifesize – la misura della vita, Museo dell’arte febbrile e delle Coltellerie, Maniago, 10 luglio – 23 agosto, a cura di Giovanna Calvenzi


Cesare Colombo (Lecco, 1935) è ad oggi considerato dalla critica un maestro della fotografia italiana. Notissima la sua opera di studioso e storico che lo ha portato a impegnarsi per più di quarant’anni alla produzione di ricerche, fotolibri e mostre di grande successo (da L’Occhio di Milano, 1977, alla Fotografia Italiana Anni Cinquanta, 2006), non così nota, invece, è la sua produzione come autore di immagini. L’esordio, alla metà degli anni 50, ­ riflette una coerente indagine sulle vicende private e sociali dell’uomo, dove a committenze professionali si sono alternate personali ricerche.

Dopo il suo noto fotolibro Milano veduta interna (Alinari, 1990) la mostra che il CRAF presenta appare oggi come la più completa raccolta antologica delle sue visioni.

Attraverso circa 130 fotografie, in formati diversi, la sequenza LifeSize ­liberamente tradotto ne La misura della vita, rappresenta una riflessione lunga mezzo secolo: ambienti, gesti e volti si alternano liberamente ­ in nero e a colori senza un preciso ordine cronologico. Come ha scritto nella sua attenta presentazione Giovanna Calvenzi “Cesare Colombo ricompone il dualismo fra imperativo alla testimonianza e possibile intervento creativo del fotografo: con coerente semplicità, con una pervicacia che mantiene la visione fedele a se stessa nel tempo e che riesce a salvare dal caos della modernità brandelli di poesia”.

In occasione della mostra LifeSize, sarà edito con lo stesso titolo un fotolibro prodotto congiuntamente dalle Edizioni Imagna, che dedicano una nuova collana ai maestri della fotografia italiana, e dal CRAF.


  • Ilo Battigelli, Saudi Arabia – un emigrante fotografo, Roma, autunno 2009 a cura di Angelo Pesce


Con Ilo Battigelli (San Daniele del Friuli, 1922 - 2009) andò modificandosi il rapporto del “fotografo” con l’Arabia, non trattandosi più di una presenza di “fotografo-viaggiatore” o di un “reporter” vincolati alla fugacità della loro azione, in ogni caso sempre limitata a un periodo ridotto di tempo.

Battigelli, nel 1946 fotografo ufficiale dell’Arabian-American Oil Company (Aramco) a Ras Tanurah, si ricavò uno studio nel luogo dove immaginava fosse approdata l’ultima nave corsara (da qui si impose il nome di Ilo “il Pirata”) ed ebbe modo, accanto al lavoro di routine legato alla compagnia petrolifera, di documentare la vita della popolazione della Provincia Orientale dell’Arabia Saudita, le diverse attività artigianali – dai panificatori ai ramai, ai pescatori di perle - i paesi (Hofuf, Dammam, Dhahran, Tarut, Qatif) e gli spazi immensi del deserto popolati da carovane di cammelli.

La mostra è già stata presentata presso la King Abdulaziz Foundation a Ryad, alla Grand Valley State University del Michigan e presso la sede del Consiglio Regionale del F.V.G. di Trieste.


  • Tullio StravisiUn grande fotografo di Trieste, Palazzo Gopcevich Trieste a cura di AA.VV., 16 settembre – 3 novembre 2009


Tullio Stravisi (Trieste, 1922-2003) è stato fotografo amatoriale per tutta una vita divenendo una figura di rilievo nel mondo fotografico triestino. Ha fotografato artisti, la sua città e molti paesaggi. In particolare, si è dedicato all'interpretazione del paesaggio carsico utilizzando anche particolari tecniche di viraggio delle stampe fotografiche. Dal 1972 al 1993 è stato presidente del Circolo Fotografico Triestino.

La mostra, realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia presenterà il corpus complessivo dei lavori di Tullio Stravisi (il cui archivio è stato conferito al CRAF e ivi catalogato).


  • Prima e dopo il Muro – Palazzo di Sopra, Spilimbergo, 4 luglio – 30 agosto, Roma, settembre, a cura di Contrasto


Una scelta di quaranta emblematiche immagini a ricordo di un evento cruciale della nostra storia. Le fotografie che compongono questa mostra raccontano la città di Berlino piegata dopo la guerra, la creazione del Muro, odiosa ferita che spezza in due la città, il dolore per questa mutilazione, la sua caduta e conseguente esplosione di gioia, infine la vita quotidiana d’oggi nella città dove il muro, o quel che ne resta, è diventato il monumento involontario di un passato che non si può dimenticare.

A testimoniare questo percorso visivo e storico sono stati chiamati i grandi autori di reportage e di fotogiornalismo contemporanei.

Negli scatti di Henri Cartier-Bresson, Leonard Freed, Bruno Barbey, Ian Berry, Guy Le Querrec della Magnum Photos, così come attraverso l’obiettivo dei grandi reporter italiani, da Gianni Berengo Gardin, Mauro Galligani, alle visioni di Giovanni Chiaramonte e allo sguardo di giovani autori come Nicola Gnesi e Davide Monteleone, si percorre un viaggio a ritroso nel tempo, in cui testimonianza e visionarietà si compenetrano nella definizione di un dramma, quello della Seconda Guerra Mondiale e della Cortina di ferro.

La città simbolo dell’Europa contemporanea, con la sua dolente spaccatura e la sua difficile ricomposizione dal 1989 ad oggi, è narrata così in queste splendide foto che, scatto dopo scatto, cuciono insieme, come un filo, l’immagine del nostro presente. La mostra, concepita da Contrasto, è prodotta in collaborazione tra il Comune di Roma e il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo.


  • 9.November und die Tage danach, Villa Sulis, Castelnovo del Friuli, 11 luglio – 30 agosto,a cura di Marion Hűter Messina


Nel 1989, gli studenti della Carl Zeiss – Oberschule di Berlino, assieme all’insegnante e fotografa Marion Hűter Messina, hanno documentato l’evento epocale della caduta del Muro di Berlino, fotografando lungo tutto il perimetro dello stesso.

Da quel lavoro venne realizzata allora una mostra composta da 45 fotografie, già esposte nel corso degli anni in svariate sedi della Germania, che, per il ventennale dello storico evento, fa tappa a Spilimbergo.


  • Polonia Sempre Fidelis, fotografie di Carlo Leidi, Villa Savorgan, Lestans, 4 luglio – 30 agosto


Il CRAF conserva nei propri archivi il lavoro fotografico realizzato da Carlo Leidi in occasione del viaggio in Polonia di Giovanni Paolo II° del 1979 a Varsavia, Czestochowa e ad Auschwitz, trent’anni orsono, ben dieci anni prima della caduta del Muro di Berlino. Come ricordò Leidi, si trattava di “…immagini riprese durante un viaggio, fatto al seguito di Karol Wojtyla nella sua prima visita da Papa alla nativa Polonia. Viaggio per me, disgraziatissimo: concluso con un incidente stradale che avrebbe potuto costarmi la pelle ma, ancor prima, rallegrato dal furto – eseguito in una Varsavia zeppa di poliziotti, in pieno giorno e in pieno centro, con tutta calma –delle mie Nikon, degli obiettivi e di tutto il materiale impressionato in dieci giorni di lavoro. A parte le prime otto fotografie “miracolate” (tre rullini Nikon mi erano rimasti in tasca per caso) questo è un servizio d’emergenza, fatto con la Minox della mia compagna, Marisa, alla quale devo di non essermene tornato a casa per disperazione: “prova con questa. Perché dargliela vinta?” così nacque il servizio. Il libro no, perché nei mesi successivi alla visita di GiovannI Paolo II° la situazione polacca ebbe sviluppi imprevedibili, grazie alla ribellione operaia e alla sua organizzazione nel sindacato autonomo. Un libro con le sole immagini della visita del Papa – pensammo – avrebbe reso della realtà polacca una faccia sola;chiedemmo invano, ripetutamente, il visto di ingresso per completare il lavoro; infine, dopo mesi, desistemmo. ”

Queste immagini sono tuttavia riuscite a rappresentare al meglio il senso di quel viaggio che oggi comprendiamo appieno nella sua portata storica e a sottolineare l’intensa religiosità popolare dei polacchi.

Calendario “SPILIMBERGO FOTOGRAFIA 2009” Mese di Luglio


>3 venerdì (San Vito al Tagliamento)

18.00 Inaugurazione della Mostra Fotografia in Russia:"Arte e propaganda nella fotografia sovietica negli anni 1920-1940"

21.00 Incontro: La Fotografia contemporanea nella Russia del Terzo Millennio


4 sabato (Spilimbergo)

8.30 – 20.00 Mostra mercato antiquariato di fotografia, macchine fotografiche e libro di fotografia (nelle bancarelle di borgo Valbruna e presso la Palestra di Via Mazzini: sala di posa con modelle all’aperto in località Valbruna)

17.30 Inaugurazione della Mostra Il ritratto in Fotografia dagli Archivi del CRAF 1839 - 2009

19.00 Inaugurazione della Mostra Prima e dopo il Muro

Palazzo di Sopra, cerimonia di consegna del Premio FVG Fotografia a Guido Cecere e dell’International Award of Photography ad Andrey Martynov

Incontro con Andrey Martynov


5 domenica (Spilimbergo)

8.30 – 20.00 Mostra mercato antiquariato di fotografia, macchine fotografiche e libro di fotografia


6 lunedi (Spilimbergo)

9.00 – 12.00 Giuria per il Concorso Fotografico Una Foto per la Pace – Una Foto per la Tolleranza


10 venerdì (Maniago)

18.00 Inaugurazione della Mostra Cesare Colombo, Lifesize, la Misura della Vita

21.00 Incontro con Cesare Colombo: Una vita per la Fotografia

11 sabato (Castelnovo del Friuli)

17.30 Inaugurazione della Mostra 9 November und die Tage Danach


12 domenica (Casarsa della Delizia)

17.30 Inaugurazione della Mostra Bruno Bruni e il mondo pasoliniano


Esposizioni in programma per l’autunno-inverno 2009-2010:

Tullio Stravisi, Trieste – autunno 2009

Il Futurismo in

Fotografia, Firenze / Pordenone – autunno-inverno 2009-2010

La Fotografia del Friuli Venezia Giulia 1900 – 2000, Lubiana / Capodistria / Udine – giugno 2009-inizio 2010

Italia 1946 – 2006. Dalla Ricostruzione al Nuovo Millennio e I Soj Tornat di Estat, San Pietroburgo, Mosca, Nizny Novgorod, Omsk, Ekaterinburg, Krasnoyarsk, Kazan – 2009-2010

Ilo Battigelli, Saudi Arabia, Roma, Sede di rappresentanza della Giunta Regionale del FVG


Programma “SPILIMBERGO FOTOGRAFIA 2009”

Il ritratto in fotografia nell’ 800 e 900, Spilimbergo, Corte Europa

L’era dell’ottimismo. Fotografia in Russia 1920 – 1930, San Vito al Tagliamento, Chiesa di San Lorenzo

Bruno Bruni, Casarsa della Delizia, Centro Pasolini

Cesare Colombo, Lifesize, Maniago, Museo dell’Arte febbrile e delle Coltellerie

Prima e dopo il Muro, Spilimbergo, Palazzo di Sopra; Roma

9.November und die Tage danach, Castelnovo del Friuli, Villa Sulis

Polonia Semper Fidelis, Lestans, Villa Ciani


Altre mostre (autunno-inverno 2009-2010):


Tullio Stravisi, Trieste, Palazzo Gopcevic e Consiglio regionale del FVG

Il futurismo in fotografia, Firenze, Museo di Storia della Fotografia F.lli Alinari e Pordenone,Galleria della Provincia

"La Fotografia del Novecento in Friuli e nella Venezia Giulia";, Lubiana, Museo Etnografico, Capodistria, Udine

Italia 1946 – 2006. Dalla Ricostruzione al Nuovo millennio e I luoghi Pasoliniani a Casarsa (Piergiorgio Branzi, Elio Ciol, Frank Dituri) San Pietroburgo, Novosibirsk, Ekaterinburg, Omsk, Kazan, Hanty Mansisk, Nizny Novgorod, Mosca

Ilo Battigelli, Saudi Arabia, Roma, Sede di rappresentanza della Giunta Regionale del FVG


Altre iniziative nell’ambito di “SPILIMBERGO FOTOGRAFIA”


  • sabato 4 e domenica 5 luglio (ore 8.00-20.00): Mostra

    Mercato degli apparecchi fotografici e del libro di fotografia a Spilimbergo, nelle bancarelle di Borgo Valbruna e presso la palestra di Via Mazzini.


  • sabato 4 (ore 19.00): consegna dell’International Award of Photography ad Andrey Martynov e del Premio FVG Fotografia a Guido Cecere (realizzato con il patrocinio dell’ Unione Industriali della provincia di Pordenone e della Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia) nel parco di Palazzo di Sopra a Spilimbergo.


SPILIMBERGO FOTOGRAFIA 2009”

4 luglio – 30 agosto


La XXIIa edizione di “Spilimbergo Fotografia” propone, per il 2009, un’antologia dei linguaggi caratterizzanti la fotografia, dalle origini ad oggi, in un percorso che intreccia gli avvenimenti del secolo passato a momenti di altissimo profilo culturale ed estetico, con le mostre: Il ritratto in Fotografia nell’800 e 900 dagli Archivi del CRAF (4 luglio-30 agosto 2009)a Spilimbergo, seguita da Futurismo e Fotografia (Firenze, 17 settembre-15 novembre: Sale Espositiva della Provincia di Pordenone, 5 dicembre-28 febbraio 2010), in anteprima al Museo Nazionale della Fotografia F.lli Alinari di Firenze, quindi presso le Sale Espositive Provinciali a Pordenone presentando la sperimentazione nel ritratto, il fotomontaggio, il fotocollaggio, la manipolazione iconografica, la ricerca iconica, la foto-performance spesso utilizzate quale strumento di propaganda sociologica e ideologica. L’era dell’Ottimismo. Propaganda e Arte nella Fotografia in Russia negli anni 1920 – 1930 (3 luglio-4 ottobre 2009), a cura dell’Agenzia Soyuz di Mosca, a San Vito al Tagliamento, è dedicata invece alla ricerca estetica dei grandi fotografi russi proprio negli anni di profonda trasformazione per quel Paese, infine La Fotografia in Friuli Venezia Giulia nel Novecento (2 giugno-14 settembre 2009), dal 2 giugno al Museo Etnografico di Lubijana, quindi a Capodistria e a Udine, riassume un secolo di storia della fotografia nella nostra regione.

La rassegna segue i cambiamenti (e l’apparire di nuove culture) della seconda metà del ’900, filtrata dallo sguardo di testimoni eccellenti con l’antologica di Tullio Stravisi (16 settembre-3 novembre 2009) in collaborazione con il Comune di Trieste e Bruno Bruni (12 luglio-30 agosto 2009), dedicata all’artista appartenuto al gruppo casarsese di Pier Paolo Pasolini, presso il Centro Pasolini di Casarsa.

Cesare Colombo, Life size la misura della vita (10 luglio-23 agosto 2009), al Museo delle Coltellerie di Maniago, propone l’opera di uno tra i più noti storici della fotografia e fotografi italiani, a documentare cinquant’anni della sua attività parallelamente alla storia di Milano e dell’Italia, infine l’evento epocale della caduta del muro di Berlino illustrato dalle mostre Prima e dopo il Muro (4 luglio-30 agosto 2009), prodotta da Contrasto presso Palazzo di Sopra, a Spilimbergo e 9.November und die Tage danach (11 luglio-30 agosto 2009), a Villa Sulis di Castelnovo del Friuli con le testimonianze fotografiche d’epoca degli studenti della Carl –Zeiss Oberschule di Berlino.

Evento altrettanto epocale, fu il viaggio di Giovanni Paolo II° in Polonia del 1979, di cui il CRAF conserva nel suo archivio il reportage inedito Polonia Sempre Fidelis (4 luglio-30 agosto 2009) che allora realizzò Carlo Leidi. Da Villa Ciani di Lestans, la mostra farà tappa a Cento (Ferrara) dal 14 novembre all’8 dicembre.

Infine, le mostre Italia 1946 – 2006. Dalla Ricostruzione al Nuovo Millennio e I soj Tornat di Estat seguiranno per tutto l’anno un tour nei principali Musei di Stato di Fotografia della Russia, a San Pietroburgo, Mosca, Novosibirsk, Ekaterinburg, Hanty Mansisk, Krasnoyarsk, Omsk, Nizni Novgorod, Kazan.


lunedì 22 giugno 2009

SEMPRE C'E' MONDO incontro con la fotografa argentina Maria Zorzon

Martedì 23 giugno 2009 ore 21.30
Presso il C.S.A di via Scalo Nuovo di Udine
SEMPRE C’E’ MONDO
Incontro con la fotografa argentina MARIA ZORZON
Attraverso la proiezione delle sue opere ci racconterà il suo particolare percorso artistico.

Maria Zorzon arriva in Friuli per la prima volta nel 2005 per scoprire le sue origini dando il via al progetto Parenti/Lontani indagando , fra la provincia di Gorizia e la provincia di Santa Fe, sui rapporti tra i nostri agricoltori e gli agricoltori friulani emigrati in Argentina. In questa occasione torna con un nuovo progetto SEMPRE C’E’ MONDO in cui fa dialogare paesaggio e corpo della donna. Durante l’incontro ci illustrerà tramite la proiezione dei suoi lavori le tappe fondamentali di questa ricerca, di questo continuo work in progress. L’immagine del corpo nudo nella fotografia è il tema ricorrente di tutta la sua produzione artistica. Inizia negli Stati Uniti con NAKED PORTRAITS per approdare oggi a questo nuovo progetto che descrive con queste parole: "Costruisco un contesto per ogni immagine in una serie di combinazioni che spero operino una sorta di espiazione, che liberi il corpo dalla donna dalla condizione di oggetto, ci apra il mondo e ci restituisca qualcosa degli occhi di creatura". Parte di questo progetto sara' visionabile presso lo spazio espositivo TiLt di Cormons in via Matteotti con il seguente orario: Sabato 20 giugno ore 18.00 inaugurazione Domenica 21 giugno dalle 10.00 alle 12 e dalle 17.00 alle 19 Venerdì 26 giugno dalle 10.00 alle 12 Sabato 27 giugno dalle 10.00 alle 12 e dalle 17.00 alle 19 Domenica 28 giugno dalle 10.00 alle 12 e dalle 17.00 alle 19

domenica 7 giugno 2009

STROFE DIPINTE DI JAZZ 2009 - PRESENTAZIONE

Giovedì, 11 giu 2009, 20.30
Presentazione della IV edizione di
STROFE DIPINTE DI JAZZ
Rassegna di musica, pittura, videoarte, teatro, fotografia che si terrà ai Laghi di Viale Trieste a Romans d'Isonzo
il 19/20 giugno
a seguire HAMIT (post rock) in concerto e dj set Liberatorio

Trattoria LEON D'ORO
Via Latina 36
Romans d'Isonzo
34076
Visualizza mappa

Liberatorio d'Arte "Fulvio Zonch"

giovedì 4 giugno 2009

ISTEN POLIS (Istambul 2009) di Eugenio Novajra

Eugenio Novajra, fotografo ed artista udinese, amico e collaboratore del team di CultCorner & PropitQmò ci "regala" questo emozionante reportage sul suo ultimo viaggio in Turchia.

"Istanbul é una città ricca di storia e pathos, la porta dell'Asia. ma anche metropoli (Isten Polis) in bilico tra globalizzazione e tradizione. Spero con i miei scatti e video di aver trasmesso un poco dell'anima occidentale/orientale di Istambul."

Eugenio Novajra

mercoledì 3 giugno 2009

Progetto fotografico -No Culture- all'interno dell'iniziativa - Burn my shadow -

SABATO 6 GIUGNO 2009

all'interno dell'iniziativa
- Burn my shadow -

Gabriele Candusso esporrà il proprio progetto fotografico dal titolo
-No Culture-.

NO CULTURE è un termine che vuole esprimere la mancanza di CULTURA (NON CULTURA) sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

NO CULTURE è un modo di contribuire all'informazione e alla sensibilizzazione sul problema che stiamo vivendo, senza per questo colpevolizzare i cittadini in quanto lavoratori e datori di lavoro, ovvero le figure cardine del SISTEMA-LAVORO.
Nonostante la legislazione italiana prevedesse già fin dagli anni Cinquanta delle norme sulla sicurezza, poi supportate dalla 626 del 1994, dopo ulteriori 15 anni di proposte e discussioni si è giunti al traguardo di un Testo Unico.
La nuova legislazione appena entrata in vigore (15 maggio 2008), il Testo Unico sulla Sicurezza e la Salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, racchiude in sè tutta la normativa pre-esistente con novità sostanziali, anche dal punto di vista sanzionatorio, con l'intento di abbattere il numero impressionante di "morti bianche", da sempre nota dolente di un SISTEMA-LAVORO in continua evoluzione in termini di velocità e quantità.

gabriele candusso noculture08@gmail.com

Per una breve anteprima clicca:
http://www.flickr.com/photos/noculture/

"Burn My Shadow" serata di musica e arte dedicata al diritto alla sicurezza sul luogo di lavoro

"Burn my shadow" è il titolo della serata organizzata dall'associazione culturale ArtCorner di Staranzano in collaborazione con l'Associazione Gruppo Area di Ricerca presso i Laboratori Creativi Dobialab e avente come tema la sensibilizzazione al diritto alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Sabato 6 giugno a partire dalle ore 22.00 si esibiranno, in un intenso live act, la band pop udinese Videodreams accompagnata da tre djset elettronici proposti dai dj Alex_hank, Anita e Spanner.

Sarà inoltre riproposta l'interessante mostra fotografica "No Culture" di Gabriele Candusso già presentata presso i Comuni di Staranzano e San Canzian d'Isonzo.

L'intento di questo progetto fotografico è quello di far emergere la carenza di cultura verso la sicurezza nei luoghi di lavoro utilizzando l'arte fotografica. "No Culture" è un modo di contribuire all'informazione e alla conoscenza sul diritto alla sicurezza, senza per questo colpevolizzare i cittadini in quanto lavoratori e datori di lavoro, ovvero in quanto figure cardine del sistema - lavoro.

Il ricavato della serata sarà devoluto all'Associazione "Esposti Amianto - Amianto Mai Più" di Monfalcone.