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Manifestazione in piazza a Udine |
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Saranno lanciate una petizione e l’iniziativa "io agevolo" |
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| Martedì 3 Novembre 2009, |
| UDINE - (Pt) Rototom Sunsplash ha trovato alleati di ogni versante culturale e politico: da Ignazio Marino a Debora Serracchiani, da Beppino Englaro a Giuliano Giuliani ma anche il consigliere regionale del Pd Giorgio Baiutti, il segretario regionale di Rc Kristian Franzil, il radicale Gianfranco Leonarduzzi, il consigliere provinciale Cristiano Shaurli, l’ex-assessore regionale Roberto Antonaz, per finire col sindaco di Udine Furio Honsell. E mentre anche Moni Ovadia auspica che la vicenda abbia una svolta positiva, essa diviene oggetto pure di un’interrogazione presentata dai parlamentari Rita Bernardini e Marco Perduca, mentre già in Regione una richiesta di chiarimento è stata rivolta da alcuni consiglieri (primo firmatario Baiutti). |
Presso il Circolo Operaio di Frisanco
Incontro con l’autrice del libro:
Aysegul Turker Zanette
Presentazione del libro di
Stefania Savocco - docente di lettere classiche.
Letture dal vivo eseguite da
Vera Cescutti - attrice teatrale
Proiezione del filmato sui borghi di Poffabro e Valdestali
Regia di Guglielmo Zanette
Scheda tecnica libro:
Titolo del libro: La Leggenda del Borgo
Nome autrice: Aysegul Turker Zanette
Editore: Naonis Edizioni - Pordenone
Anno: 2009.
Prima edizione: gennaio 2009
Seconda edizione: marzo 2009
Formato del libro: 13 x 18 cm
Numero di pagine: 103
Prezzo: 11,00 euro
ISBN: 978-88-904073-5-2
L’illustrazione a colori, che compare nella copertina del libro, è di Alessandra Cimatoribus.
La foto della scrittrice è stata realizzata da Maurizio Brusadin-Fotoimmagine Pordenone.
Sinossi:
Il ritorno di Giulia al borgo della sua infanzia è l’occasione per incontrare Ayako, una misteriosa donna che ha lasciato il Giappone per ricominciare una nuova vita alle pendici delle montagne friulane. L’incontro fra due donne, lontane nel tempo ma vicine nei ricordi, ci porterà in un mondo fiabesco dove tutto sembra vero e nulla è impossibile
Ambientazione della storia:
Il romanzo è ambientato a Valdestali, un minuscolo borgo alle pendici delle montagne friulane, dove vivono artisti e scultori. La zona della Val Colvera è rinomata per i suoi magnifici borghi, fra cui Poffabro, eletto “Borgo più Bello d’Italia” nel 2002. Vedi breve filmato su www.youtube.com/watch?v=JFu2V_WhkHI
Biografia dell’autrice:
Aysegul Turker Zanette è una scrittrice turca, nata a Francoforte. Dopo la laurea in Economia e Commercio alla Università di Istanbul ha lavorato come interprete di italiano, turco e giapponese. Ha esordito nel 1996, conducendo un famoso programma radiofonico di Istanbul, intitolato: ‘Il treno dei sogni’. Attualmente vive in Italia, a Pordenone. “La Leggenda del Borgo” è il suo primo romanzo. Il suo sito: www.aysegulturker.com
Estratto dal primo capitolo del libro:
A Valdestali non ci si può perdere. Ogni strada termina in un borgo e di notte le stelle sono così vicine che si può andare avanti come facevano una volta i marinai. Avevo imparato i nomi di quelle stelle quando mio papà iniziò a farmele vedere, lassù, in mansarda. La prima volta avevo cinque anni. Era una chiarissima notte di luglio e lui, regolando alla mia altezza il telescopio, mi aveva aperto davanti agli occhi un mondo magico. Soprattutto la luna, mi attirava come una calamita. Chissà se questa notte ci sarà la luna…
Indirizzo della Casa editrice:
Naonis Edizioni Piazza xx settembre 13 - 33170 Pordenone
Tel 0434 27804 Fax 0434 243187 e-mail: info@naonisedizioni.com
Contatti: Guglielmo Zanette - E-mail: guzanette@tiscali.it
Evento realizzato in collaborazione da:
Comune di Frisanco
Circolo Operaio di Frisanco
Biblioteca Civica di Maniago
Associazione culturale NAONIS di Pordenone
Riproponendo un ritmo più umano e naturale alla vita
Questa manifestazione nasce daun "desiderio -appetito" di riappropriarsi dei mestieri artigianali come formula creativa dove le mani, la mente e il cuore si uniscono per rendere l'oggetto - opera un pezzo "unico" come ognuno di noi, quindi oggetto di stima e di qualità.
L'artigiano stava chino sul tavolo ben concentrato
Il crea gioielli
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Se per un cuore di metallo servono talismani d’oro, per un cuore pulsante servono oggetti rari che di storia ne hanno vista e vissuta…se per ogni bottone recuperato ho ritrovato i suoi chilometri percorsi e una parte delle parole sentite ogni mia collana è un collage di posti e ricordi…riuso materiali perché quello che mi serve c’è già basta reinventarlo, ricollocarlo, ripensarlo…quello che mi serve è già stato usato da altri mille volte ma mai come decorazione di visi e abiti, mai come regalo per un amore appena nato o pegno per un amore mai passato…io sono solo un tramite tra gli oggetti buttati via e la loro nuova nobile vita, sono la mano che li raccoglie, li pulisce e li porta alla loro nuova storia…non ho scoperto nulla, se non che in questa mia operazione c’è passione e movimento…scaldo vecchi cuori di metallo forse arrugginiti.
Contatto:
www.flickr.com/photos/chimajarno
www.riciclarte.it/artisti/trentin-chiara.htm
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Il gruppo teatrale TEATRO + si forma nel 2007, all’interno di un laboratorio di teatro organizzato dall’Associazione UISP “Il Progetto” (Pinzano al Tagliamento).
Il laboratorio era finalizzato alla realizzazione di uno spettacolo che valorizzasse il Mulino di Borgo Ampiano.
Lo spettacolo si è svolto nel parco del Mulino il 22 settembre di quell’anno, ma l’esperienza fu così intensa e coinvolgente che i ragazzi, seguiti dal regista Alberto Vale (Forgaria del
Friuli), decisero di proseguire il viaggio insieme.
Ci sono stati dunque altri laboratori, centrati sul teatro di figura e il teatro di strada, su cui si fonda principalmente l’esperienza di Vale, ed altri spettacoli fra cui “Tutto in una notte …”che proponiamo per la manifestazione di Frisanco.
Si tratta di uno spettacolo della durata di circa 50 minuti, da realizzare esclusivamente all’aperto, e che all’interno di tre quadri, propone alcuni elementi tipici del teatro di strada.
I dieci membri della compagnia danno vita alle ombre, a clown, mimi, trampolieri ed acrobati, giocano con il fuoco …. portando in scena una storia magica che ognuno può interpretare a modo suo …
Una storia che fa sorridere, che può far paura … ma che sicuramente stupirà il pubblico con un finale all’insegna dell’emozione…
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“Merhaba Hasankeyf”:
mostra fotografica sui diritti del popolo Kurdo
Nella sala del Circolo Operaio la rassegna fotografica “Merhaba Hasankeyf” di Eugenio Novajra, artista udinese impegnato nella fotografia editoriale e pubblicitaria, ma anche nel reportage di viaggio.
La mostra si inserisce in un contesto di approfondimento sul problema delle dighe, dell’appropriazione dell’acqua del fiume Tigri e dei diritti negati al popolo Kurdo. Un reportage realizzato ad Hasankeyf, nella Turchia sud orientale, in concomitanza con la partecipazione del CeVi, della Provincia di Gorizia e del Centro Balducci al V Forum Mondiale dell’Acqua dello scorso marzo a Istanbul.
“Attraverso i ritratti degli abitanti di Hasankeyf, ho voluto dare un volto a questa città che dagli anni ’50 vive in un immobilismo sociale ed economico, come sospesa in un limbo, a causa del progetto della diga di Ilisu, fortemente voluta dal governo Turco per il controllo della regione”.
La mostra, realizzata in collaborazione con il CeVi, la Provincia di Gorizia e il Centro Calducci, è visitabile sabato 3 e domenica 4 ottobre in Via Roma 14 presso la sala del Circolo Operaio a Frisanco.
NOTE DI PRODUZIONEHasankeyf waiting life nasce da un'idea di Mauro Colombo e Massimo Lazzaroni, che, di ritorno da un viaggio tra la Turchia e la Siria, riportano alcune decine di minuti di girato: un'ansa del fiume Tigri, una valle fatta di strapiombi di roccia alti 200 metri, i resti di una città medioevale scavata nella roccia, uomini e donne sul fiume. Un luogo sospeso nel tempo, la cui esistenza è minacciata dalla costruzione di una diga che rischia di spazzare via tutto.
L'idea di girare un documentario su Hasankeyf nasce subito, ma i dubbi sono molti: una produzione all'estero con elevati costi di trasporto, la necessità di ottenere permessi dalle autorità turche, le incognite di un lungo soggiorno della troupe in una paese straniero....
La materia è però talmente interessante e la passione di Mauro talmente contagiosa che il progetto prende corpo: dopo una prima fase di documentazione sulla vicenda di Hasankeyf, la raccolta delle risorse necessarie a coprire le spese della lunga trasferta per le riprese e la pre-produzione vera e propria (organizzazione logistica, richiesta dei permessi, individuazione di un direttore di produzione ad Hasankeyf), la troupe parte per la Turchia nel mese di giugno, per fermarsi un mese e mezzo. Le condizioni climatiche non sono tra le più favorevoli (oltre 40 gradi all'ombra già dall'inizio di giugno), ma la comunità di Hasankeyf accoglie la troupe con un affetto e una disponibilità che agevola il lavoro e lo rende leggero.
Ad una prima fase di verifica della situazione, di sopralluoghi e di pianificazione delle riprese, segue lo shooting del documentario: la valle del Tigri, le alture che dominano Hasankeyf, il lavoro dei contadini, la vita sul fiume, la botteghe in paese; le interviste al sindaco, al responsabile degli scavi archeologici, agli insegnanti e agli studenti, agli anziani del paese... Un paziente lavoro fatto di curiosità e di rispetto, nel tentativo di cogliere, entrando in punta di piedi, l'essenza di questo luogo.
Ritornati in Italia con circa 40 ore di riprese, inizia la fase di post-produzione: un lavoro lungo e appassionante, iniziato con la traduzione delle interviste, corretta e ricorretta nel tentativo di cogliere le minime sfumature delle testimonianze raccolte e proseguito con l'attenta selezione delle inquadrature, la difficile costruzione di un racconto cinematografico tra i mille possibili e la composizione della colonna sonora. I credits non rendono giustizia ai professionisti che con passione e competenza hanno lavorato a a questo progetto: a loro va il ringraziamento più sentito della produzione.
Gianluca Gibilaro
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Domenica sera alle 17:30 nella sala di Palazzo Pognici, sarà presentato il libro edito da Altromondo editore: l'autrice racconterà alcuni argomenti trattati nel libro, accompagnando la narrazione con foto di viaggio e canzoni a tema.
A tema perché il Messico che ho conosciuto è il paese dei filosofi con gli stivali, ovvero il luogo dove ciò che è cupo viene rielaborato in canzoni dalle parole struggenti e la musica allegra; dove le minacce di influenze mortali si traducono nella produzione di mascherine con baffi inclusi e dove sui muri dei quartieri popolari si leggono graffiti che esprimono verità profonde, perché tutto in Messico è un’altra cosa.
La magia del paese è da un lato incanto di vivere e ottimismo cosmico venati da una malinconia del tutto latina; dall’altro è il fascino della stregoneria ruspante, delle brujas di famiglia che elargiscono consigli e pozioni, dei fenomeni new age mescolati con nonchalance a reminiscenze pre – ispaniche e ad un cattolicesimo reinventato>>.
Scheda autore
Laura Frassetto è nata nel 1984 a Montebelluna (TV). Da sempre appassionata di “altri mondi”, ha svolto attività di volontariato e ricerca in Kenya, Marocco e Polinesia Francese. Nel frattempo si è laureata in antropologia culturale; la sua tesi di laurea (una ricerca su un rituale polinesiano) ha vinto il concorso indetto per l’anno accademico 07/08 dall’associazione Avventure nel Mondo per la miglior tesi che parlasse di viaggi. Da un’esperienza in Messico della durata di un anno ha tratto il suo primo libro, “Il paese dei filosofi con gli stivali” (uscito nell’aprile 2009). Un articolo tratto da questo volume è stato pubblicato dalla rivista “Confidenze” il 2 gennaio 2009.
Scheda libro
“Il paese dei filosofi con gli stivali” racconta di un anno trascorso in Messico. Ciò che colpisce maggiormente l’immaginazione dell’autrice è come il Messico sia un paese onirico, secondo la definizione data da Jodorowski: l’inconscio collettivo si manifesta ad ogni angolo della strada. Si racconta nel libro l’esperienza di un lungo viaggio attraverso le città, le coste e le etnie del paese oltre che della vita che l’autrice conduce per qualche tempo in un’isola al confine con il Guatemala.
Tra le pagine emerge anche la sorprendente capacità dei messicani di descrivere se stessi, attraverso canzoni popolari e pellicole di successo incredibilmente ciniche. Il Messico conosciuto dall’autrice è il paese dei filosofi con gli stivali, ovvero il luogo dove ciò che è cupo viene rielaborato in canzoni dalle parole struggenti e la musica allegra; dove le minacce di influenze mortali si traducono nella produzione di mascherine con baffi inclusi e dove sui muri dei quartieri popolari si leggono graffiti che esprimono verità profonde, perché tutto in Messico è un’altra cosa.
La magia del paese è da un lato incanto di vivere e ottimismo cosmico venati da una malinconia del tutto latina; dall’altro è il fascino della stregoneria ruspante, delle brujas di famiglia che elargiscono consigli e pozioni, dei fenomeni new age mescolati con nonchalance a reminiscenze pre – ispaniche e ad un cattolicesimo reinventato.
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La capoeira (pronuncia: Capuéra) è una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti
(per questo spesso scambiata per una danza). [fonte Capoeira - Wikipedia]
[fonte: Vichipedie - Novella Cantarutti]
