lunedì 3 dicembre 2007

dal 2 al 30 dicembre galleria VASTAGAMMA presenta:


riceviamo e giriamo...


Domenica 2 Dicembre alle ore 19 galleria Vastagamma inaugura l'ultimo evento culturale del 2007.
l'ennesima mostra di artisti emergenti del territorio. Questi i TRE creativi proposti questo mese.
la mostra come sempre é a ingresso libero. e rimarrà aperta fino al 30 dicembre tutti i sabati e domeniche dalle 17 alle 20.

SARA BELLINATO
Nasce a S.Vito al Tagliamento il 26/01/1980.
Nel 2000 consegue il diploma presso l'Istituto Statale d'Arte di Cordenons, e nel 2007 si laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
La sua ricerca artistica spazia dalla fotografia, al disegno, al ricamo, all'installazione.
Ha partecipato ad alcune mostre collettive tra cui "Fruz 01: una nuova generazione di artisti in regione" presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea a Monfalcone, e "Rifrazione sul tema" presso il Centro d'Arte Contemporanea di Villa Manin a Passariano.
E' stata inoltre segnalata per il premio Pagine Bianche d'Autore della regione Friuli Venezia Giulia.

CLARA CRIVELLARO
Nasce a Pordenone nel 1981. Dopo la maturità classica nel 2000, si trasferisce nel Regno Unito per un'esperienza di volontariato. Qui, si avvicina alla fotografia e al film-making lavorando con un gruppo di fotografi a Newcastle upon Tyne e si iscrive alla facoltà di Arts and Design (Performance e Fotografia) presso l'Università di Sunderland per approfondire
i suoi interessi per l'arte.
Durante questi anni esplora il terreno della performance art e la fotografia nelle sue possibilà linguistiche, dalla contructed photography al reportage, sviluppa progetti fotografici con Punctum, collettivo di artisti a Newcastle upon Tyne e con il regista cinematografico Katsikis ad un film sperimentale (CCTV, CL Production, 2004, Crtic Award,Thessaloniki Film festival).
Nel 2006 partecipa con Sarah Murray alla rassegna Platform North East con l'opera "Real Small Things", di cui è autrice e performer.
Laureatasi nel 2007, consegue un Master per Curatori d'Arte (University of Sunderland).
Le sue opere sono incentrate sulla tematica dell'identità e della memoria mettendosi in relazione con la comunità locale e gli aspetti sociali di un posto.Ispirata da un luogo o un particolare soggetto da raccontare ed esplorare, la fotografia è usata sia come mezzo comunicativo con cui ritrarre l'essenza del soggetto sia come documento di interventi
quali installazioni o performance.
In questo senso la pellicola diviene filtro con cui narrare la realtà, una tela bianca da impressionare con lo scopo di raccontare una storia, una senzazione o un momento di vita.
In ambito curatoriale si interessa di opere di arte pubblica e progetti artistici partecipatori
e legati al contesto.
Attualmente lavora al progetto A(irpo)RT realizzato da Art-Square, associazione culturale con sede in Germania e collabora come assistente dell' artistva Gerardine Pilgrim al progetto "Enchanted Parks", installazione e performance pubblica in due parchi a Newcastle-Gateshead.
Vive e lavora a Newcastle upon Tyne.

SIMONE PIZZIOLI
Nasce, inconsapevolmente, profondamente artista, il 25 settembre del 1972.
Cresce, profondamente inconsapevole, in una sonnacchiosa Pordenone, cercando appena possibile di "scappare" verso altre realtà. Gira l'Italia con la pallacanestro.
Assimila e mette da parte stimoli, idee e progetti legati al "fare con le mani", quello che lui ama definire "aRTeGiaNaTo".
Si laurea a Bologna, dove diventa dottore perdendo forse un po' di vista la sua anima.
La ritroverà, d'un tratto, nel ritorno a casa e in un approccio, affettivo più che tecnico, alle materie che comincia ad utilizzare per dar vita ai suoi prodotti. Prodotti, più che opere d'arte, ma proprio per questo profondamente artistici. Un ritorno a casa che non rappresenta un passo indietro ma un ritorno alle origini, alla storia di una famiglia di artigiani tra le più stimate del pordenonese. Dalla sua storia prende a prestito attrezzi e materiali con i quali plasma i suoi oggetti, caratterizzati da un tratto inconfondibile che li rende unici.
Nascono così dapprima oggetti in cera, per fare i quali utilizza stampi di acciaio costruiti ad hoc. Poi passa alla ceramica raku, fino ad arrivare all'acciaio con cui sono realizzati i suoi ultimi lavori. Materiali conosciuti e rispettati, certe volte trattati con forza, altre con la delicatezza e il rispetto di chi è consapevole di dovere loro tutto.
Dipinto o fresato, oppure inciso o corroso dagli acidi, qui l'acciaio prende forme e sfumature diverse attraverso le quali l'autore esprime le sue emozioni con tratti semplici, spesso imperfetti.
È un personale omaggio al Wabi sabi, che ritiene importante "la bellezza delle cose semplici, delle cose imperfette"

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