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giovedì 9 luglio 2009

presentazione AVOSTANIS 09 Cinc dêts, une man

Sarà la biodiversità il filo conduttore degli incontri di Avostanis, che per il diciottesimo anno consecutivo animeranno le serate estive nella corte dell'agritursimo Ai Colonos di Villacaccia dal 29 luglio all'8 settembre, attraverso l'organizzazione dell'associazione culturale Colonos. La rassegna di quest'anno, resa possibile ancora una volta dal sostegno dell'assessorato alla cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia, della provincia di Udine e del comune di Lestizza, grazie anche alla sponsorizzazione della Distilleria Domenis e di Nordest Banca, prosegue la riflessione già avviata nella precedente edizione, che con il titolo "Raze contadine ogm" era stata partecipe dell'allarme circa i risvolti etici, economici e sociali della degenerazione del sistema dell'agricoltura e del rapporto tra l'uomo e la terra.

Il tema di quest'anno, che trova sintesi nel logo "Cinc dêts, une man" (simbolo di un sistema con una molteplicità e varietà di elementi interagenti) coniato dal poeta Pierluigi Cappello, assume il principio vitale della "varietà biologica" non solo dal punto di vista ambientale, ma a tutto campo, a partire evidentemente dalle infinite forme di vita sul pianeta. "In un mondo globalizzato - spiega il direttore artistico Federico Rossi - dove l'omologazione di pasoliniana memoria avanza inesorabile, di fronte anche a una profondissima crisi economica che è crisi di un modello sociale arrivato in un certo senso al capolinea, quella della biodiversità diventa una questione strategica e della massima urgenza. Da parte nostra cerchiamo di offrire, in un'ottica di ecologia sociale e con lo stimolo di linguaggi culturali e creativi diversi, alcuni spunti di riflessione per ampliare la consapevolezza di questo valore primario che, grazie alla molteplicità che caratterizza i sistemi di vita, ha la capacità di garantire loro una maggiore complessità e quindi un più alto tasso di qualità delle condizioni di esistenza, di flessibilità, di interazioni, di adattamento alle mutazioni e di stabilità dinamica. Questa è una condizione indispensabile se ci poniamo nella prospettiva di rimodellare e rigenerare la società occidentale in cui viviamo".

La gran parte dei 18 appuntamenti di Avostanis svilupperanno la tematica della biodiversità su piani diversi, tra il micro e il macro, per cui vi troverà spazio la lunga ricerca svolta per un anno dall'artista Paolo Comuzzi tra le fotografie conservate gelosamente in qualche cassetto dalle famiglie della comunità di Villacaccia, ma allo stesso tempo anche la vita nel cosmo, di cui parlerà l'astronomo Nando Patat in una conferenza in friulano. L'avvio sarà dato da un dibattito sul Friuli, terra di pluralità per eccellenza a 360 gradi, per allargare quindi l'orizzonte alle diversità culturali di cui sono portatori i popoli: è stato invitato un indiano indigeno del Messico a testimoniare ai Colonos il valore e il rispetto sacro della terra, e infine sarà di grande rilevanza a livello locale e internazionale la partecipazione dell'artista sudafricana Esther Mahlangu, una scelta che è stata effettuata all'insegna del rapporto fra tradizione popolare e arte contemporanea, del protagonismo femminile e del superamento del cinismo europeo nei confronti di un continente vergognosamente dimenticato e sfruttato.

Dal 15 luglio il programma di Avostanis sarà disponibile sul sito: www.colonos.it

mercoledì 17 giugno 2009

il Progetto Esther Mahlangu

Avostanis 2009,

il Progetto Esther Mahlangu

E' ormai definito nei dettagli il programma di Avostanis 2009, che si svolgerà dal 29 luglio all'8 settembre nell'aia dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia e che quest'anno offrirà elelementi di riflessione sul tema cruciale della "biodiversità", intesa non solo come base del sistema biologico ed ecologico, ma anche come fattore vitale dal punto di vista sociale e culturale, dal contesto friulano a quello cosmico.

Evento culminante nel calendario di Avostanis sarà la presenza di un’artista internazionale, la sudafricana Esther Mahlangu, invitata ai Colonos per realizzare un’opera specifica che sarà ufficialmente presentata al pubblico sabato 5 settembre alle ore 18.

Esther Mahlangu, è internazionalmente nota per un tipo di pittura che coniuga l’astrazione geometrica alle forme tradizionali dell’arte Ndebele, il popolo sudafricano da cui discente e di cui è attiva ambasciatrice nel mondo. Nella cultura Ndebele il testimone delle arti tradizionali (pittura murale, ricamo con perline, cerimonie rituali) è interamente affidato alle donne, che, all’interno di questo popolo rivestono un ruolo cruciale sia in quanto depositarie di un sapere antico che di primo baluardo nella difesa della propria identità culturale, lungo i decenni costantemente minacciata dall’oppressione coloniale ed in epoca più recente dalle scellerate politiche dell’apartheid.
L’opera di Esther Mahlangu, entrata nelle collezioni di importanti musei africani, europei ed americani, è presente in Europa dal 1989, anno in cui fu invitata all’importante mostra “Les Magiciens de la Terre”, organizzata a Parigi al Centre Pompidou. Nel 1992, partecipa a Documenta-Kassel, decorando un’auto in stile Ndebele che entra nella prestigiosa collezione di ‘prototipi d’artista’ dalla casa tedesca BMW, accanto ai modelli firmati da Alexander Calder, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Frank Stella, Roy Lichtenstein, per citarne alcuni. Dopo queste importanti conferme, il lavoro di Esther Mahlangu viene sempre più richiesto dal collezionismo internazionali, ma sono numerose anche le committenze per interventi di public art, per i quali l’artista realizza le sue radiose geometrie di colore, sempre fedele ad una pratica artigianale che comporta manualità e assenza di qualsiasi disegno preparatore. Anche ai Colonos Esther Mahlangu interverrà con uno dei suoi celebri wall paintings, decorando una superficie parietale scelta anche per caratteristiche di specificità rispetto alle consuetudini della pittura Ndebele.
Quale supporto didattico all’evento, sarà aperta al pubblico una sala con materiali visivo-esplicativi cui si aggiungerà un workshop di approfondimento a cura di Gianni Sirch - responsabile del progetto curatoriale - che vedrà la presenza dell’artista e dell’antropologo-africanista Cesare Poppi. In una sala adiacente, per tutto il periodo della mostra sarà proiettato un documentario originale sul popolo Ndebele, girato in Sud Africa dal filmaker Ferruccio Goia.

domenica 7 giugno 2009

ESPOSIZIONE SCOLASTICA AI COLONOS

Si possono visitare fino a domenica 14 i lavori realizzati dai ragazzi della quarta e quinta classe della scuola primaria di Muzzana del Turgnano nella vecchia stalla dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia. L'esposizione, che ha un carattere prettamente documentario, propone una ricca serie di disegni e di mosaici, che gli scolari hanno realizzato con l'utilizzo di materiali prettamente naturali (come i sassi e il legno) nel corso dell'anno scolastico, nell'ambito del progetto "Reinventiamo un'opera d'arte contemporanea" coordinato e diretto dell'artista Paola Minutello, prendendo come riferimento lo straordinario rosone di Nane Zavagno che è collocato nella loggia grande dei Colonos.

Queste piccole opere d'arte fatte dai bambini con una straordinaria freschezza creativa sono il risultato di un lungo lavoro di ricerca ed educazione artistica che ha avuto il suo momento centrale nella visita all'azienda agrituristica e alle opere d'arte permanenti di importanti artisti contemporanei che attualmente arricchiscono gli spazi dei Colonos: il Tempio Vegetale di Giuliano Mauri, l'opera solare di Fabrizio Corneli, il Totem di Adriano Visentin, le Figuree Aeree di Franco Ciot e il rosone. Dopo questa esplorazione gli alunni avevano ricreato, reinterpretandole, le opere con un lavoro svolto in classe, e i progetti erano confluiti nel l'originale calendario realizzato a fine anno per il 2009.

Oggi pomeriggio (domenica) infine ci sarà un appuntamento importante, perché la mostra avrà un visitatore illustre: lo stesso Nane Zavagno (sarà ai Colonos alle ore 18), di peraltro è stata inaugurata proprio due giorni fa un' esposizione in Germania e che sarà a disposizione del pubblico e dei ragazzi per spiegare i misteri e i percorsi dei suoi rosoni.

Associazione Culturale Colonos
Via Giovanni da Udine, 8
33050 Villacassa di Lestizza (Ud)

lunedì 1 giugno 2009

il sium di chescj furlans in fughe


Vilecjasse di Lestize

Vinars ai 5 si jugn 2009

h. 21.00


Il sium di chescj furlans in fughe


variazions sul teme cun

Chiara Donada, Giulano Bonanni, Fabiano Fantini,

Fiorenzo Innocenti, Franco Marchetta, Giorgia Marchetta,

Paolo Medeossi, Stefano Montello,

Claudio Moretti, Elvio Scruzzi, Carlo Tolazzi,

tacant dal libri omonim di Franco Marchetta editât de Forum Editrice

Musichis cun Gianni Brianese & Paolo Frizzarin

Il sogno di questi friulani fuggitivi

Il sonno di questi friulani fuggitivi

Il sogno di questi friulani fuggitivi

Il sonno di questi friulani fuggitivi

Il sogno di questi friulani fuggitivi

Il sonno di questi friulani fuggitivi

Il sogno di questi friulani fuggitivi

Il sonno di questi friulani fuggitivi

Il sogno di questi friulani fuggitivi


ven a stâi

Edipo ai Colonos

venerdì 6 marzo 2009

dal là di là al là di là evento artistico con Accademia di Belle Arti di Venezia

in file 2009
sabato 7 marzo, h 17.00
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza

"Dal là di là al là di là" è il titolo dell' evento artistico che concluderà la serie di incontri In File sabato 7 marzo, alle ore 17, negli spazi dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia (anche se l'atto finale è programmato per il 25 e 26 aprile con la presentazione del libro-catalogo "Insiums - progjet utopie" e con la messa in opera del primo progetto di Insiums ad opera di Chris Gilmour). Il progetto, incentrato su una realtà intrigante e misteriosa, è stato ideato e realizzato dal gruppo Temperaturambiente del corso di Pittura e Tecniche Extramediali dell'Accademia di Belle Arti di Venezia con sede a Villa Manin, che per il quinto anno consecutivo offre il proprio contributo di pensiero e riflessione, proponendo per la rassegna invernale curata dall'associazione culturale Colonos un'azione artistica collegata specificatamente al tema di In File, che quest'anno riguardava il viaggio come condizione o scelta di vita. E' il caso di ricordare che molta risonanza hanno avuto alcune installazioni precedenti portate ai Colonos da Temperaturambiente, come quella del Distributore di opere d'arte o il "Magic bus" dell'edizione scorsa.
E' lo stesso prof. Aldo Grazzi, coordinatore del percorso artistico con gli iscritti al corso di Villa Manin, a spiegare il senso dell'operazione che verrà presentata sabato: "Ogni viaggio che possiamo compiere, ogni esplorazione terrestre e dell'universo, anche la più remota ed estrema, non potrà mai essere così straordinaria, non sarà altrettanto avventurosa, non ci offrirà altrettante scoperte come quel viaggio, quell'esplorazione, quella straordinaria avventura, unica e definitiva, che tutti noi abbiamo compiuto dall'aldilà, nascendo, e che compieremo all'aldilà, morendo. Dal nulla alla percezione sensoriale e di nuovo al nulla. Era e sarà davvero il nulla, il vuoto, l'origine e la meta del nostro vagabondare terrestre?".
Artefici dell'evento "Dal là di là al là di là" sono Elisa Perlin, Girolamo di Leonardo, Klavora Giampaolo, Lorenzo Miotto, Manuela Toselli, Maria Elisa D'Andrea, Micoli Stefano, Serena Del Piccolo, Sonia Squillaci.
La partecipazione è libera. Seguirà rinfresco.

sabato 28 febbraio 2009

domenica 1 marzo, h 15-18 CORA, MEMORIIS visita guidata a Cjase Cocel e castello di Brazzacco

in file 2009

domenica 1 marzo, h 15-18
CORA, MEMORIIS
visita guidata a Cjase Cocel e castello di Brazzacco

Il nuovo appuntamento di In File non sarà una serata nella vecchia stalla dei Colonos.Questa volta si trasformerà in un viaggio-percorso con visita guidata in due luoghi importanti per la memoria di Cora Slocomb di Brazzà, importante figura di filantropa e femminista ante litteram alla quale l'associazione culturale Colonos ha già dedicato un recente, affollato incontro invernale. Il programma dell'iniziativa, organizzata con la collaborazione dell'associazione Museo della civiltà contadina e il comune di Fagagna, prevede per domenica 1 marzo, alle ore 15, il ritrovo di tutti coloro che sono interessati presso Cjase Cocel di Fagagna, dove, dopo il saluto ufficiale del presidente Elia Tomai e dell'assessore comunale alla cultura Dino Pegoraro, sarà possibile visitare con la guida di Elisabetta Brunello Zanitti, addetta culturale del comune, le sale museali in cui è documentata la parte più significativa della geniale intraprendenza della contessa: la sala dei giocattoli, la cui fabbricazione veniva fatta presso l'industria fondata da Cora nel paese collinare, e il Laboratorio del merletto, di cui essa aveva avviato la scuola nel 1892.
La visita proseguirà quindi nel castello di Brazzacco, dove Cora visse a lungo con il marito Detalmo Savorgnan di Brazzà. Qui, ospiti del pronipote arch. Roberto Pirzio Biroli e dopo il saluto ufficiale di Alice Zanardelli, assessore alla cultura del comune di Moruzzo, sarà possibile ammirare i "suoi" luoghi, tra cui il parco all'inglese che la essa fece realizzare a fine Novecento e la prestigiosa biblioteca di famiglia.
La partecipazione all'iniziativa è gratuita e la conclusione del percorso è prevista per le ore 18.

www.colonos.it

mercoledì 25 febbraio 2009

in file: SULLE TRACCE DI TINA - venerdì 27 febbraio

in file 2009

SULLE TRACCE DI TINA


venerdì 27 febbraio, h 20.30
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza

Il nuovo appuntamento di In File, che si terrà venerdì 27 febbraio con inizio alle ore 20.30 nella vecchia stalla dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia, è incentrato su un'altra grande figura friulana della prima metà del Novecento: Tina Modotti. Artista, intellettuale e militante comunista, essa fu un personaggio affascinante e complesso, inserito nella trama di eventi internazionali turbolenti. La serata è stata origanizzata dall'associazione culturale Colonos con un taglio preciso, in quanto Gianni Pignat, artista e grande viaggiatore, darà conto dei risultati della sua lunga ricerca, che nel corso degli anni ha svolto direttamente sulle fonti orali, scritte o di altro genere, andando "sul campo" in Messico, Cuba, Spagna e Russia, riuscendo anche a raccogliere dal vivo informazioni preziose dagli ultimi testimoni orali. Sarà di speciale interesse la documentazione che Pignat presenterà con l'ausilio di diapositive e con la lettura di alcune lettere che Tina scrisse negli anni Venti a Edward Weston e che saranno lette da Tullia De Cecco. Nel corso della serata sarà anche esposta una fotografia vintage, in stampa originale.
L'ingresso è aperto ai soci. La tessera associativa per il 2009 è di 15 Euro e dà
diritto all'ingresso gratuito a tutte le manifestazioni dei Colonos.

www.colonos.it

sabato 21 febbraio 2009

in file 2009: ROMANO' DROM (CAROVANA ROMANI') con Santino Spinelli

in file 2009


ROMANO' DROM (CAROVANA ROMANI')
con Santino Spinelli

domenica 20 febbraio, h 20.30
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza

L'associazione culturale Colonos propone una nuova, insolita suggestione sul tema del viaggio e del dialogo tra culture diverse, che è il filo conduttore degli incontri di In File 09. Venerdì 20 febbraio, con inizio alle ore 20.30, nella vecchia stalla dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia - considerato da molti "il tempio della friulanità" - sarà la volta del popolo rom. Dall'Abruzzo arriverà Santino Spinelli, che con l'ausilio di documenti video, racconterà le drammatiche vicende storiche e il patrimonio di valori di questa popolazione, le cui tribù iniziarono mille anni fa il loro esodo verso l'occidente disperdendosi lungo i secoli nei territori tra il Mediterraneo e l'Europa. Spinelli è personaggio polierdrico, musicista con due lauree, insegnante universitario di lingua e cultura Romanì, ambasciatore dell'arte e della cultura romanì nel mondo. Sarà un'occasione unica per conoscere la "loro" realtà attraverso il loro punto di vista e riflettere oltre i "nostri" stereotipi e pregiudizi sul mondo di una comunità, che solitamente diventa visibile e acquista notorietà soltanto nei casi di conflittualità, a volte drammatica, che complicano i rapporti sociali di convivenza.
L'ingresso è aperto ai soci. La tessera associativa per il 2009 è di 15 Euro e dà diritto all'ingresso gratuito a tutte le manifestazioni dei Colonos.

www.colonos.it

mercoledì 28 gennaio 2009

in file 2009: Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà

Venerdì 30 gennaio, h 20.30
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza


Inizia venerdì sera, alle ore 20.30, nella vecchia stalla dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia la dodicesima edizione degli incontri In File, che è organizzata dall'associazione culturale Colonos con il contributo dell'assessorato regionale alla cultura e con il sostegno della Distilleria Domenis e di Nordest Banca.
Il nuovo ciclo di serate ed eventi, denominato "De rebus incognitis" (dal titolo del diario di viaggio in Cina e India del beato Odorico da Pordenone) prosegue la ricerca avviata lo scorso anno sul tema del viaggio-esplorazione, ampliandone tuttavia la portata su altri orizzonti. Si inizierà questa sera con la straordinaria figura dell'americana naturalizzata friulana Cora Slocomb, moglie di Detalmo Savorgnan di Brazzà, fratello del famoso esploratore Pietro. Il suo percorso esistenziale e il suo intenso impegno a favore del Friuli, e soprattutto dell'emancipazione umana e sociale delle donne friulane, tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, saranno illustrati dal pronipote Roberto Pirzio Biroli, mentre per parlare della grande attualità del suo messaggio giungerà ai Colonos appositamente dall'Umbria l'antropologa e restauratrice tessile Geneviève Porpora, presidente della cooperativa Arti Decorative Italiane ed editore della rivista Cora. Nel corso della serata, grazie alla collaborazione dell'associazione femminile C.o.r.e. di Udine, verrà data lettura a cura di Arianna Zani con l'esecuzione di canti a tema da parte di Claudia Grimaz e Nicoletta Oscuro, del discorso ufficiale che Cora Slocomb tenne nel 1893 all'esposizione mondiale di Chicago per promuovere i merletti delle donne friulane che rappresentavano l'eccellenza dell'artigianato italiano. Il testo è stato tradotto in friulano da Federico Rossi, sulla base della traduzione dall'originale inglese curata lo scorso anno dalla prof. Marisa Sestito, linguista dell'Università di Udine.

Al termine della serata vin brulè beneaugurante per tutti.

L'ingresso è aperto ai soci. La tessera associativa per il 2009 è di 15 Euro e dà diritto all'ingresso gratuito a tutte le manifestazioni dei Colonos.

La trasmissione in differita su radio Spazio 103, che era stata programmata per domenica 1 febbraio alle ore 16, sarà effettuata più tardi alle ore 20.30.

L'intero programma di In file 09 è pubblicato nel sito www.colonos.it

giovedì 18 dicembre 2008

Nicola Toffolini e Eva Geatti installazione luminosa "Lassù qualcuno ci ama" ai Colonos

colonos

"LASSU' QUALCUNO CI AMA" di Toffolini e Geatti

venerdì 19 dicembre, h 18.00
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza

L'azienda agrituristica Ai Colonos e l'associazione culturale Colonos danno appuntamento ad amici ed estimatori venerdì 19 dicembre, alle ore 18, presso l'ariturismo di Villacaccia, per l'inaugurazione dell'installazione luminosa che gli artisti Nicola Toffolini e Eva Geatti hanno creato per l'ccasione del Natale. L'opera, sulle cui caratteristiche al momento non trapela alcuna notizia, è intitolata "Lassù qualcuno ci ama" e non fa riferimento a simboli natalizi tradizionali quali il presepe o l'albero, ma gioca sulla extraterrestrità con un'idea originale e poetica, che prende corpo attraverso una forma circolare e pensile, e la suggestione della sua magia nottura accompagnerà i visitatori dei Colonos fino all'epifania.
L'incontro per l'accensione dell'installazione è aperto a tutti e sarà una buona occasione per gli auguri natalizi, che naturalemente saranno suggellati con un brindisi.

sabato 11 ottobre 2008

Conferenza di Gillo Dorfles e inaugurazione della mostra "Insiums - progjet utopie"

Insiums- progjet utopie 3/3

12 ottobre 2008, h 11
Agriturismo Ai Colonos - Villacaccia di Lestizza


Si concluderà domenica 11 ottobre, in concomitanza con una conferenza del prof. Gillo Dorfles, il percorso artistico "Insiums - progjet utopie" che a partire dalla primavera dello scorso anno ha coinvolto in tre diversi momenti laboratoriali una trentina di artisti impegnati in linguaggi espressivi diversi, dalla pittura all'architettura, dalla fotografia alla scultura, dal video alla performance e al design. L'associazione culturale Colonos, con la direzione di Angelo Bertani, ha dato vita a un'esperienza d'arte contemporanea a carattere antropologico con l'obiettivo di stimolare alcuni artisti a creare dei lavori specifici per il luogo storico-culturale dei Colonos a Villacaccia, ma nella prospettiva dell'utopia, declinata in piena libertà creativa.

"L’esperienza di Insiums - sottolinea il curatore Bertani - ha voluto essere in netta controtendenza rispetto all’arte-spettacolo che sempre più domina il mondo della comunicazione. Il workshop dei Colonos ha deciso di ripartire dai fondamenti, cioé dal momento della progettazione, per avvicinare il pubblico al processo che conduce alla realizzazione dell’opera, piuttosto che imporre delle opere come oggetti sacrali".

L'appuntamento di domenica prossima avrà inizio alle 11 del mattino sotto la loggia dell'agriturismo Ai Colonos con la conversazione di Gillo Dorfles sui problemi dell'arte contemporanea, con riferimento anche ai temi specifici di Insiums. Seguirà l'inaugurazione della mostra delle opere progettuali, ideate e realizzate da Annibel Cunoldi Attems che vive a Berlino, dai friulani Giuseppino De Cesco e Sergio Scabar, dal gruppo di design Anatomic Factory con sede a Firenze, dal trentino Stefano Cagol, dall’inglese Chris Gilmour e dallo sloveno Peter Mignozzi. L'intero progetto "Insiums - progjet utopie" verrà documentato con testi e immagini in un libro di prossima pubblicazione.

La mostra resterà aperta il venerdì, sabato e domenica, dalle ore 19 alle 23, fino al 26 ottobre.


Artisti partecipanti alle precedenti tappe di Insiums-Progjet utopie:
Elena Carlini, Roberto Kusterle, Massimo Poldelmengo, Anna Pontel, Nicola Toffolini, Pietro Valle, Giorgio Valvassori, Carlo Vidoni (1/3, Michele Bazzana, Luca Bolognesi, Barbara Ceriani Basilico e Alessandro Mancassola, Opla+ (Giorgio Chiarello e Marco Pasian), Stefano Marotta e Roberto Russo, Paolo Comuzzi, Silvia Camporesi (2/3).

giovedì 9 ottobre 2008

Conferenza di Gillo Dorfles e inaugurazione della mostra "Insiums - progjet utopie"

Insiums- progjet utopie 3/3

Conferenza di Gillo Dorfles
e inaugurazione della mostra "Insiums - progjet utopie"

12 ottobre 2008, h 11
Agriturismo Ai Colonos - Villacaccia di Lestizza


Si concluderà domenica 11 ottobre, in concomitanza con una conferenza del prof. Gillo Dorfles, il percorso artistico "Insiums - progjet utopie" che a partire dalla primavera dello scorso anno ha coinvolto in tre diversi momenti laboratoriali una trentina di artisti impegnati in linguaggi espressivi diversi, dalla pittura all'architettura, dalla fotografia alla scultura, dal video alla performance e al design. L'associazione culturale Colonos, sostenuta dall'assessorato alla cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia e con la direzione di Angelo Bertani, ha dato vita a un'esperienza d'arte contemporanea a carattere antropologico con l'obiettivo di stimolare alcuni artisti a creare dei lavori specifici per il luogo storico-culturale dei Colonos a Villacaccia, ma nella prospettiva dell'utopia, declinata in piena libertà creativa.

"L’esperienza di Insiums - sottolinea il curatore Bertani - ha voluto essere in netta controtendenza rispetto all’arte-spettacolo che sempre più domina il mondo della comunicazione. Il workshop dei Colonos ha deciso di ripartire dai fondamenti, cioé dal momento della progettazione, per avvicinare il pubblico al processo che conduce alla realizzazione dell’opera, piuttosto che imporre delle opere come oggetti sacrali. Insiums, nelle sue tre edizioni, ha voluto porre le questioni fondamentali (che cos’è l’arte ? come si progetta? che rapporto ha con i luoghi?) attraverso uno stretto rapporto tra teoria e pratica, tra il dato progettuale e la dimensione concreta del fare. L’iniziativa ha puntato sulla maturità di un pubblico non necessariamente composto da addetti ai lavori e non particolarmente sensibile ai fumismi di una certa critica specialistica che spesso parla a se stessa. E’ evidente che l’iniziativa dei Colonos, non allineandosi ai modi più consueti di presentare l’arte, ha avuto la consapevolezza di correre qualche rischio di scarsa visibilità: ma è anche vero che le cose più interessanti si fanno nei laboratori un po’ defilati, piuttosto che sotto i riflettori che accecano e non permettono di ben distinguere ciò che in realtà ci viene proposto".

L'atteso appuntamento di domenica prossima avrà inizio alle ore 11 del mattino sotto la loggia dell'agriturismo Ai Colonos con la conversazione di Gillo Dorfles sui problemi dell'arte contemporanea, con riferimento anche al rapporto che può avere con il territorio. Nato a Trieste nel 1910 da padre goriziano e madre genovese, Gillo Dorfles ha dato un contributo considerevole allo sviluppo dell'estetica italiana del dopoguerra, attraverso un'intensa attività di critica d'arte e saggistica, che ha svolto collaborando con prestigiose riviste e pubblicando numerosi libri (di cui l'ultimo è "Horror pleni - La (in)civiltà del rumore"). Ha vinto numerosi premi, tra i quali il Compasso d'oro, la Medaglia d'oro della Triennale, il Premio della critica internazionale di Girona, il Matchette Award for Aesthetics. È Accademico onorario di Brera, membro dell'Accademia del Disegno di Città del Messico, Yellow della World Academy of Art and Sciences, Dottore honoris causa del Politecnico di Milano e dell'Universitad Autonoma di Città del Messico.

All'intervento di Gillo Dorfles farà seguito l'inaugurazione della mostra delle opere progettuali, allestita nelle ex-stalle coloniche e che verrà illustrata da Bertani. Sarà così possibile visionare le opere ideate e realizzate dal terzo gruppo di artisti, composto da Annibel Cunoldi Attems che vive a Berlino, dai friulani Giuseppino De Cesco e Sergio Scabar, dal gruppo di design Anatomic Factory con sede a Firenze, dal trentino Stefano Cagol, dall’inglese Chris Gilmour e dallo sloveno Peter Mignozzi. L'intero progetto "Insiums - progjet utopie" verrà documentato con testi e immagini in un libro che verrà pubblicato agli inizi del 2009.

La mostra resterà aperta il venerdì, sabato e domenica, dalle ore 19 alle 23, fino al 26 ottobre.


Gli artisti che hanno partecipato alle due precedenti tappe di Insiums-Progjet utopie sono: Elena Carlini, Roberto Kusterle, Massimo Poldelmengo, Anna Pontel, Nicola Toffolini, Pietro Valle, Giorgio Valvassori, Carlo Vidoni (prima tappa), Michele Bazzana, Luca Bolognesi, Barbara Ceriani Basilico e Alessandro Mancassola, Opla+ (Giorgio Chiarello e Marco Pasian), Stefano Marotta e Roberto Russo, Paolo Comuzzi, Silvia Camporesi (seconda tappa).

domenica 7 settembre 2008

conferenza di Silvia Pérez-Vitoria RAZE CONTADINE OGM - avostanis 2008

lunedì 8 settembre, h 21.00
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza


Dopo una lunga serie di appuntamenti che hanno regalato emozioni forti nell'aia dei Colonos di Villacaccia, la rassegna di Avostanis si conclude lunedì sera 8 settembre con una conferenza di Silvia Pérez-Vitoria, economista e sociologa che vive a Parigi, sul tema "Raze contadine ogm".Questa questione di primaria importanza nel mondo contemporaneo è stato il filo conduttore dell'intera manifestazione, che ha trovato spunti di riflessione attraverso diverse proposte, come ad esempio la "Letare ai contadins" di Jean Giono, il concerto "Musiche di cjamp" con la OGM-Orchestra Geneticamente Modificata di Microband e Les Tambours de Topolò. la conferenza-concerto "L'art da la jeche" di Srìtefano Montello, la proiezione del film "4 elements" e ancora la mostra sulla terra di Aita e Dirindin, inaugurata con la lettura della poesia "Intal Friûl da la Coltivatori diretti" di Elio Bartolini, mostra che ha avuto un grandissimo successo di visitatori e gli apprezzamenti pubblici (e privati) di Philippe Daverio.
Silvia Pérez-Vitoria nel suo recente libro "Il ritorno dei contadini" documenta con la lucidità dello studioso e la passione del militante che si schiera dalla parte di una classe sociale sconfitta, attraverso quali dinamiche le società contadine sono state soggette alla distruzione delle loro strutture sociali, dei loro saperi e dei loro valori, e in che modo una civiltà millenaria e contadina è scomparsa con la rottura della complessa rete dei legami viscerali, diretti o indiretti, con la terra e il mondo della natura. Dalla ricerca della studiosa emerge anche che la realtà delle classi contadine avrebbe saputo preservare nei diversi luoghi del pianeta valori di solidarietà e di equilibrio ecologico nonostante le devastazioni sociali e ambientali provocate dall'industrializzazione dell'agricoltura.
L'incontro si terrà con inizio alle ore 21 nel cortile dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia (in caso di pioggia sotto la loggia). Ingresso libero.


www.colonos.it

mercoledì 3 settembre 2008

avostanis 2008 : un progetto di teatro clownesco di Giuliana Musso

avostanis 2008

TANTI SALUTI
studio per uno spettacolo sul morire
un progetto di teatro clownesco di Giuliana Musso

giovedì 4 settembre, h 21.00
Agriturismo Ai Colonos, Villacaccia di Lestizza


Se nelle società ad alta tecnologia come la nostra le dinamiche degli OGM (organismi geneticamente modificati) stanno contaminando sempre di più la vita umana nel suo complesso, pure il suo ultimo atto - il morire - non è esente da tali profondi fattori di squilibrio. In quest'ottica l'associazione culturale Colonos ha voluto inserire nel programma di Avostanis lo spettacolo "Tanti saluti", che è ancora nella fase embrionale dello studio e che verrà presentato giovedì 4 settembre alle ore 21.00 nell'aia dell'agriturismo Ai Colonos di Villacaccia. TANTI SALUTI porta in scena tre clown e a loro consegna il non dicibile: il racconto delle paure, degli smarrimenti e delle soluzioni paradossali che mettiamo in atto di fronte alla morte. Unici oggetti di scena: tre nasi rossi e una cassa da morto.

Si tratta di un progetto di teatro clownesco con la ricerca e la drammaturgia firmate da Giuliana Musso, la regia di Massimo Somaglino e la partecipazione di Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin, Giuliana Musso. La direzione dei clown è di Maril Van Den Broek, quella tecnica di Claudio Parrino, mentre l'organizzazione è curata da Patrizia Baggio.

"Tanti saluti - racconta Giuliana Musso - vuole esplorare, attraverso una ricerca di stampo sociologico, il tema del morire ai nostri tempi. Abbiamo raccolto testimonianze e racconti dai principali protagonisti dell’evento: medici, infermieri, familiari e morenti. Abbiamo visitato i teatri del morire: ospizi, ospedali, hospice, case. Indagato le sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia. E abbiamo anche ascoltato chi è stato così vicino al punto della morte da non averne poi più alcun timore.
L'ingresso è di 5 €, libero per gli associati.
In caso di pioggia nell'auditorium comunale di Lestizza


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Alcuni cenni sulla ricerca:

È a tutti evidente come la morte sia stata, nel corso del nostro recente processo di civilizzazione, progressivamente allontanata dalle pratiche della vita comune. Così come la nascita anche la morte non avviene più nelle case, ma negli ospedali dove è possibile delegare ai medici e alle figure professionali la cura, l’assistenza e l’accompagnamento dei nostri ultimi giorni. Nascere, morire. Abbiamo depositato nelle mani guantate di lattice dei professionisti gli attimi supremi della nostra esistenza, quegli attimi che forse ci possono far intravedere il mistero che siamo, il senso che cerchiamo.
Ma il sistema medico legale ha maglie molto strette, non riesce a contemplare la variabile umana: la medicina deve vincere sempre, sempre e ad ogni costo ( a mia nonna 86enne e inferma da dieci anni fu amputata una gamba per evitarle una setticemia che l’avrebbe condotta alla morte, morì un paio di mesi dopo, prima che le potessero amputare anche l’altra) e davanti alla morte non ha gesti o parole, nè protocolli di com-prensione, com-passione. Inquadrati nel ruolo dei familiari, all’interno dell’istituto nosocomiale, a noi vivi è consentito di continuare a nutrire ad oltranza la speranza nella guarigione per non dover mai considerare, vivendolo, il senso del congedo.

“Contenere la morte all’interno del cerchio della vita, dare valore alla cura dei morenti, imparare ad accompagnare al congedo i nostri cari, a partecipare, ad esserci come individui e come società d’uomini, è un progetto che porterà benessere a tutti. Un progetto di felicità.”
Raffaele Mantegazza, “Pedagogia della morte”

Se è vero che di fronte alla morte abbracciamo la vita a quali smarrimenti ci porterà il narcisistico delirio di immortalità di questa nostra epoca?
“Life is now”. Ed eccoci in un tempo libero dall’idea della morte e di conseguenza anche dal senso del limite. Abbiamo lasciato una valle di lacrime assediata dal pensiero nero dell’inferno per trasferirci nella valle della cosmesi collettiva dove “io valgo” se sono giovane e bello sempre, sempre forte e vincente. Nella terra dell’ottimismo noi non invecchiamo, non ci ammaliamo e non moriamo mai. Ecco perché siamo disposti a tutto pur di non intersecare la prova evidente della nostra vulnerabilità e finitezza.

“Che sentimento ha costui di ciò che fa, se può cantare mentre scava una tomba?”
William Shakespeare, “Amleto”, atto V scena I.

Chi ci può condurre attraverso le sabbie mobili di queste contraddizioni e paradossi se non un clown? Chi può rappresentare le nostre paure senza terrorizzarci e proporci un sano “memento mori” senza trasformarci tutti in monaci trappisti? Ridere di questi argomenti è necessario, utile, illuminante. Non è forse ridicola fino alle lacrime la nostra stupida pretesa d’immortalità? Si ride del pannolone per incontinenti per sopportarne meglio l’idea, si ride della morte per non finire nella trappola del horror vacui che ci può paralizzare a tal punto da non riuscire più a vivere. Ridere per sdrammatizzare, per riconoscerci e fare banda, per stemperare il nichilista “tanto si deve morire” che toglie senso alla vita stessa. E poi abbracciare il pensiero della nostra fine con un sorriso ci può aiutare ad infondere alla nostra esperienza di vita e di morte una leggerezza densa e liberatrice. Infine: ridere perché l’opera artistica possa, di fronte alla morte, balbettare senza vergogna.